Nonostante quello che si dice da molte parti, la finanziaria continua ad essere un provvedimento importante per la politica economica, sociale ed ambientale di questo paese. Dietro le decine di articoli e le centinaia di commi del testo – spesso oscuri ed enigmatici – si nascondono scelte importanti per il paese che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana dei cittadini.
Quello che emerge dalla finanziaria del 2006 è la natura antisociale e nello stesso tempo inadeguata e corporativa. Antisociale perché i tagli agli enti locali e alle Regioni, alla Sanità, alla Cultura, all’Ambiente e alla Solidarietà internazionale sono pesanti e diffusi. Inadeguata, perché – di fronte al declino economico-sociale del paese – non contiene scelte (di qualità e innovative) di politica economica, optando per piccoli aggiustamenti e interventi (molti di questi solo facoltativi) per lo sviluppo e il lavoro. Corporativa perché ripropone interventi e provvedimenti favorevoli alle solite categorie con la solita logica un po’ da “prima repubblica”: tante riduzioni fiscali a imprenditori, costruttori edili, autotrasportatori ecc. E, inoltre, di fronte all’emergenza dei conti pubblici, le soluzioni trovate sono comunque insufficienti: serviranno molti più soldi per rientrare dal deficit (e dal debito), mentre tutti gli indicatori macroeconomici volgono al negativo: crescita del PIL, inflazione, spesa pubblica primaria, ecc.
Ci sono alternative a questa finanziaria? Il Rapporto di Sbilanciamoci! di quest’anno – come quelli degli anni scorsi – dimostra che queste ci sono e sono praticabili.