Sessant’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, i governi continuano a tradire le loro promesse di un ordine del mondo basato sui diritti umani e perseguono gli obiettivi di una nuova, pericolosa agenda.
Il linguaggio della libertà e della giustizia è finalizzato ad adottare politiche che sfruttano la paura e l’insicurezza, come i cinici tentativi di ridefinire e condonare la tortura.
La nuova agenda, insieme all’indifferenza e alla paralisi della comunità internazionale, è stata fallimentare per le svariate migliaia di vittime delle crisi umanitarie e dei conflitti dimenticati nel corso del 2004.
Il Rapporto annuale di Amnesty International documenta la situazione dei diritti umani in 149 paesi e territori nel corso del 2004. Fornisce inoltre un quadro del lavoro svolto dall’organizzazione per promuovere i diritti umani e lottare contro specifici abusi su temi quali la violenza sulle donne, la tortura e il commercio di armi. Fornisce inoltre un quadro del lavoro svolto in prima linea da Amnesty International su temi quali la violenza sulle donne, i diritti economici, sociali e culturali, la giustizia, la protezione dei rifugiati e migranti, oltre a celebrare le conquiste ottenute dagli attivisti in queste come in altre aree d’intervento. In un mondo pericoloso e diviso, è più che mai importante che il movimento globale dei diritti umani confermi la sua forza, efficacia ed entusiasmo. Grazie al contributo dei suoi soci e alleati, Amnesty International mantiene il suo impegno nel rinnovato ideale che vede nel sistema dei diritti umani un potente strumento nel cammino verso la giustizia per ogni essere umano.
