La campagna “Impararesicuri” ha scelto questo slogan come suo motivo conduttore fin dalla prima annualità: “perché non accada ad altri” o, come disse Nunziatina la mamma di Luigi, uno dei 26 bambini morti nel crollo della Scuola “Jovine” di San Giuliano di Puglia quasi tre anni fa, il 31 ottobre 2002: “Chiedo una sola cosa, che le nostre scuole siano più sicure” affinché “nessuna mamma e nessun papà pianga più i suoi figli”.
Aver intrapreso questo percorso lungo e complicato sul diritto ad avere edifici scolastici sicuri e qualitativamente confortevoli per un’associazione di cittadini come è Cittadinanzattiva, significa assumersi la responsabilità di impegnarsi fino in fondo finché tutti gli edifici scolastici non siano messi in sicurezza; significa proseguire anche quando i riflettori della cronaca si siano spenti, troppo presto, sull’ennesimo lutto nazionale; significa continuare ad avere cura della salute e della sicurezza di milioni di cittadini, in prevalenza giovanissimi (oltre 10.000.000 fra studenti, docenti e non docenti) insegnando loro cosa significhi conoscere i rischi in cui si è immersi da quando si esce di casa a quando si torna a casa da scuola e a saperli fronteggiare correttamente.
L’indagine presentata in questo volume, condotta su un campione di edifici scolastici vuole contribuire a tenere alto il livello di attenzione sui diversi aspetti legati alla non applicazione della legge 626/94 e, contemporaneamente, su quanto non si sta facendo per contribuire a far crescere nel paese, soprattutto nei giovani, una cultura della sicurezza.