Non è facile comprendere il mondo dei rom evitando il rischio di cadere nel pensiero della semplice tolleranza e accettazione di un dato di fatto e senza quell’intelligenza relazionale necessaria per instaurare un rapporto di solidarietà che voglia rimuovere le cause dei pregiudizi e delle ingiustizie culturali e istituzionali che lo affliggono. L’approccio di questa ricerca sul campo fatta di testi e fotografie è appunto quello di un’intercultura concreta che incontra l’uomo, chiunque e dovunque esso sia. Il luogo scelto è Kumane, un villaggio misto di serbi, ungheresi, romeni e rom, nella Serbia settentrionale.
Questa pubblicazione è anche uno spaccato significativo di alcuni percorsi di prossimità sperimentati dalla Caritas italiana nei Balcani, dove è presente da più di un decennio e in cui ha avviato progetti di riscatto e promozione umana. La prefazione è del giornalista Paolo Rumiz.
