Da tempo in Italia viene posta particolare attenzione alla salute degli immigrati, in considerazione dell’aumento del fenomeno migratorio avvenuto nel nostro Paese dagli anni ‘90 in poi. Nonostante l’Aids venga spesso indicato come un aspetto problematico per la salute di questa popolazione, a tutt’oggi non esistono stime del tasso di incidenza della malattia tra gli stranieri in Italia, soprattutto per via delle difficoltà legate alla quantificazione del denominatore.
Questo rapporto ha l’obiettivo di: esaminare le caratteristiche demografiche e cliniche di persone provenienti da altri Paesi, con diagnosi di Aids effettuata in Italia nel periodo 1982-2000; stimare l’incidenza della malattia negli stranieri tra il 1992 e il 2000. La proporzione di diagnosi di Aids tra gli immigrati è aumentata nel periodo in studio, mentre il tasso d’incidenza è diminuito, riflettendo il trend osservato tra gli italiani. Dato che, in molti casi, non si è osservata un’analoga diminuzione nei Paesi di origine degli immigrati e che tale diminuzione è iniziata quando è stata introdotta la terapia antiretrovirale altamente efficace, questi risultati potrebbero riflettere per gli stranieri una maggiore opportunità di accesso alle cure in Italia rispetto ai Paesi di origine. I risultati di questo studio sembrano confermare che, laddove l’accesso ai servizi venga garantito e la fruibilità delle prestazioni assicurata, le condizioni di salute degli immigrati possono migliorare, anche in riferimento a situazioni di particolare criticità sanitaria.