Spesso le coppie che si dividono enfatizzano la necessità (“meglio separarsi che litigare”), proclamano l’opportunità (“inutile procrastinare”), sottolineano l’altruismo (“l’abbiamo fatto per il bene dei figli”) della scelta. Dimenticano che spezzare il patto coniugale rappresenta pur sempre una scelta esistenziale importante e gravida di conseguenze. In primo luogo per i figli che subiscono decisioni prese dai genitori di cui non conoscono o non riescono a capire sino in fondo i motivi. Ma, come un sasso gettato nell’acqua, il disgregarsi della famiglia investe, a cerchi concentrici, i parenti, gli educatori, gli operatori sociali, la comunità nel suo insieme. In fondo, la decisione si ripercuote sul futuro sino a raggiungere, in certi casi le generazioni successive.
I figli, rimasti senza il guscio protettivo della famiglia, rischiano di subire un trauma che, anche quando celato dallo straordinario senso d’adattamento, non va sottovalutato. Il trauma non deriva tanto dalla separazione quanto dal modo inadeguato in cui molti adulti l’affrontano. I bambini, circondati da familiari insensibili e indifferenti, crescono con una ferita nel cuore difficile da rimarginare.