Sono oltre 300 mila i bambini che vengono utilizzati in guerra. Di questi, almeno 120 mila sono bambine mentre un terzo si concentra in Africa, dove appunto almeno 100 mila minori, bambini e bambine, vengono utilizzati nelle guerre civili interne agli Stati e nelle guerre tra Stati. Sono i dati contenuti in questo libro di Giuseppe Carrisi, giornalista di Rai International.
Per le bambine il dramma è doppio, perché da una parte sono coinvolte in azioni di guerra come i loro fratellini maschi, ma dall’altra sono utilizzate anche per altre occupazioni: dalla cucina alle prestazioni sessuali. Succede per esempio in America Latina, soprattutto in Colombia. Per scrivere il libro Carrisi ha utilizzato tutte le fonti più aggiornate sull’utilizzo dei bambini in guerra, ha analizzato quei dati e sviluppato approfondimenti su singoli aspetti, andando anche di persona, a vedere come stanno le cose direttamente sul posto, al fronte. Per dovere di completezza, dovendo ricostruire il fenomeno a livello mondiale, ha analizzato anche i dati relativi ai paesi occidentali. Esistono Ong che si occupano dei bambini che sono riusciti a salvarsi, ma che hanno un grande bisogno di aiuto. Spesso hanno problemi fisici dovuti alle ferite o più spesso hanno problemi psichici. Molti non ce la fanno a ricominciare una vita normale perché sono stati troppo traumatizzati. Rapiti, seviziati, addestrati alle cose peggiori, drogati e malmenati. Non sono più bambini, ma solo strumenti di guerra. Questa è la storia di Kalami.