La biografia scritta dal giornalista dell’Avvenire Pino Ciociola per la collana “Testimoni del nostro tempo” dell’editrice Ancora ospita i contributi di Alda Merini, Walter Veltroni e Giulio Andreotti e ripercorre la vita del fondatore della Caritas romana morto a 69 anni nel 1997. “Ad alcuni uomini Dio dona il tremendo privilegio di indicare la Strada. Don Luigi è uno di loro”, scrive l’autore che in questo testo ricostruisce la vita e la storia “di un grande testimone dei nostri giorni”. “Di Liegro – scrive Ciociola – ha infatti ‘inventato’ la Caritas di Roma. E combattuto formidabili, durissime battaglie per i poveri, quali che fossero: malati d’Aids o barboni o immigrati. Ne ha perse e vinte, ma le une e le altre hanno inciso sulle coscienze”. “Di Liegro è vissuto nell’essenziale – sottolinea la Merini – una fiaccola d’amore che molti hanno tentato di spegnere. In fondo la povertà è un miracolo della ragione che pochi oggi conoscono, presi come sono dall’orgasmo di accumulare. Solo il poeta forse comprende: il poeta vive di niente”. Eppure “il nome e l’azione di monsignor Liegro restano, perché resta lui, il volto più limpido di una città diversa, vicina ai più deboli, attenta alle domande e ai bisogni di ogni persona”, sottolinea Veltroni. Così per Giulio Andreotti “ad accogliere in Paradiso don Luigi sarà stato certamente un numero grandissimo di romani e immigrati poveri”, che grazie a lui “ritrovarono una ragione di vita, uscendo dalla disperazione”.