E’ stato difficile raccontare i ragazzi di Teheran? Come viene accolto un cronista italiano dai giovani iraniani? “Direi che si è trattato di un lavoro molto meno complicato di quanto credessi in partenza. Devo dire che ho avuto fortuna, perché sono potuto entrare nelle case come ospite e non come giornalista. Nel mio secondo viaggio ho vissuto in una famiglia di Teheran, ho partecipato alla loro vita quotidiana. Questa veste non ufficiale ha facilitato molto il mio lavoro. Se fossi stato l’inviato di turno, credo che l’approccio sarebbe stato più difficile. In genere gli iraniani parlano molto volentieri del loro Paese, non si creano grossi problemi”.
Ma se l’interlocutore si presenta armato di registratore e blocco di appunti, qualche timore viene fuori. Ecco come Antonello Sacchetti prova a fare un ritratto di un paese attraverso le voci dei ragazzi di una gioventù bella e vivace, quale è quella dei ragazzi di Theran.
