La scuola ha bisogno di riformarsi per essere in grado di formare cittadini attivi e consapevoli. Una scuola colta non di élite che prenda atto dei soggetti diversi con cui viene in contatto, capace di preparare le menti ad affrontare l’incertezza e la complessità favorendo l’apertura possibile. Una sfida che va accolta e superata nonostante difficoltà economiche e materiali, con l’investimento ti tutti gli attori coinvolti nel processo di formazione. Il testo di Tagliagambe entra nel cuore del problema e nelle sue argomentazioni si sofferma sull’idea “che questo cittadino è e non può che essere un cittadino nuovo plasmato in maniera decisiva dai mutamenti sociali e tecnologici, dai flussi della globalizzazione, dagli sviluppi impetuosi e sorprendenti delle conoscenze scientifiche, dall’infittirsi delle connessioni fra i saperi”. È opportuno costruire un sistema di istruzione aperto a tutti e di livello qualitativo adeguato in una società che fa della conoscenza il fattore fondamentale. Forte è l’invito a spendere tempo ed energie nella propria formazione, nella condivisione e nella comunicazione dei punti di vista, nella progettazione di nuovi contesti e nuove modalità formative.
