L’interesse per l’adolescenza è tipicamente “adulto”, visto che non sono gli adolescenti a studiare se stessi. Gli adulti continuano ad essere attratti da questa età per capire, ma anche per agire, se non addirittura per difendersi. Ciascuno da una sua prospettiva: il ricercatore pensa all’indagine accurata e oggettiva, mentre il genitore è preoccupato di “suo figlio” adolescente, diverso da tutti gli altri.
Il lavoro presentato in questo volume è l’esempio di un itinerario possibile, che prende le mosse dal capire e può trasformarsi in un agire. Non riguarda solo l’adolescente, ma anche l’adulto in relazione con l’adolescente.
Capire l’adolescente significa capire se stessi in rapporto con lui, così come agire non significa semplicemente adottare un criterio “sicuro” di intervento, ma intervenire su se stessi mentre si interagisce con gli adolescenti. In questo coinvolgimento tutto diventa più difficile e soprattutto più scomodo.
Nella prima parte si presenta una sorta di “stato dell’arte” circa la conoscenza accumulata sull’adolescenza dalla ricerca svolta in chiave pedagogica, psicologica e socio-antropologica.
Nella seconda parte si pone attenzione ai problemi dell’adulto di fronte agli adolescenti, per mettere in condizione soprattutto i genitori di accostare, non impreparati, gli avvenimenti e i comportamenti simili a quelli che periodicamente scuotono l’opinione pubblica e finiscono sulle prime pagine dei giornali.
