Ognuno di questi racconti è un mondo: non solo una vita singolare, restituita con sensibilità e delicatezza, non solo un nome, una sagoma, delle parole abbozzate il tempo di un incontro all’Ostello della Caritas e di 30 righe asciutte e giuste. Non solo una storia ma uno spaccato di umanità che restituisce al nostro orizzonte quotidiano lo spessore e la profondità che troppo spesso si dimentica di avere.
Piccole e grandi miserie, piccole e grandi gioie, qualche barlume di speranza, alcune vere risate, e poi tantissime follie ordinarie, e la disperata ricerca di uno spazio in cui tornare ad essere soggetti di se stessi: tutto questo ci racconta l’autrice, in una pratica di ascolto che esclude il giudizio e mettere al centro di sé la compassione, ovvero letteralmente il “patire insieme”. A volte, nella compassione non è facile – ci sono storie che portano tanta violenza da perdere quel fragilissimo legame del colloquio ancora più tenue -, a volte si ha voglia di non essere chiamati in causa.
Questo volume è stato realizzato con l’apporto di detenuti ed ex detenuti dell’Associazione G.I.S.C.A. (Gruppo Italiano Scuola Carceraria) e della Cooperativa Sociale Infocarcere, in modo da contribuire all’applicazione dell’art. 27 della Costituzione circa il reale reinserimento dei reclusi nel contesto civile, offrendo loro una concreta opportunità di lavoro e di manifestazione della propria volontà di riscatto e di riabilitazione.