Traendo spunto dallo zaino come oggetto emblematico, inventato per gli eserciti e per i viaggiatori che affrontano luoghi inospitali, l’opera esamina la scuola come un sistema complesso, un ambiente in cui tutti gli aspetti hanno un valore, quelli materiali come quelli immateriali: da una parte gli strumenti, gli arredi, gli edifici, i laboratori, dall’altra gli obiettivi, la valutazione, i saperi, i metodi, la progettazione, le relazioni, le regole.
L’oggetto zaino rimanda, in modo sorprendente, a un modello pedagogico improntato all’individualismo e alla standardizzazione: è come il sintomo di una difficoltà a sviluppare un apprendimento significativo fondato sull’esperienza. Viene lanciata perciò una sfida volta a riconfigurare la scuola coinvolgendo allievi e docenti.
La “scuola senza zaino”, un progetto che sta impegnando 11 istituti in Toscana, riscopre una dimensione di ospitalità e si propone di creare una comunità di ricerca favorendo la responsabilità degli alunni e l’acquisizione di competenze. Ogni aspetto viene ripensato attraverso il metodo del curricolo globale, riguardo al quale si forniscono qui schede e strumenti operativi per la gestione della classe e la progettazione delle attività.
Una novità del libro è quella di coniugare l’approccio pedagogico con quello organizzativo, per cui l’opera si rivolge sia agli insegnanti che ai dirigenti scolastici.