Roma come Parma e Bologna, in Lombardia e Veneto come in Puglia o Basilicata, sono numerosi i casi di richiedenti asilo che hanno occupato stabili abbandonati, ex fabbriche o capannoni, per trovare da sé risposte, seppure precarie e incerte, alle loro esigenze del sopportabile umano, senza servizi, senza acqua né luce. E’ lo squarcio agghiacciante purtroppo, di chi vive la condizione di colui che cerca asilo nel nostro Paese. Sono donne e uomini, anziani e nascituri che si staccano dal luogo di origine sotto la furia di guerre, carestie e altre calamità da apocalisse.
Non hanno sicuramente la vocazione di esploratori, ma vogliono abitare il loro posto, non mendicare l’altrui – riferisce nella prefazione Erri De Luca -.
Questo volume raccoglie storie, racconti e episodi di vita dei rifugiati in Italia facendo un bilancio del primo anno di vita della procedura di asilo introdotta dalla legge Bossi-Fini, completato e arricchito da articoli di approfondimento e da una raccolta di storie personali registrate dalla diretta voce dei rifugiati.