Pare che la Nigeria abbia riserve di petrolio pari a 35 miliardi di barili, un terzo delle risorse di tutta l’Africa. In Nigeria la parola petrolio ha un sinonimo ed è “Shell” la compagnia anglo-olandese che controlla l’estrazione di metà del greggio nigeriano. Quasi nulla di questa ricchezza resta alle popolazioni locali.
Il testo attraverso interviste e documenti (relativi principalmente alla Shell e al governo britannico) ricostruisce la genesi di un processo iniziato nel 1956 quando la Shell-BP Development Company ha scoperto il greggio nel giacimento di Oloibri.
Funzionari coloniali britannici, generali che controllano la Nigeria con un pugno d’acciaio, capi villaggio, poveracci senza nome e spogliati di tutto, attivisti che si battono per i diritti e contro i soprusi delle compagnie petrolifere, connivenza di politici locali… la storia di un secolo di sfruttamento, di una lotta di liberazione e di una regione che strategica per l’occidente rischia di diventare dopo l’Iraq il prossimo Golfo. Due sono i temi principali del libro: il primo è che la Shell e le altre multinazionali non agiscono da sole; il secondo riguarda il modello di sfruttamento di gas e petrolio nel Delta che ricalca il sistema economico triangolare tra America, Africa occidentale ed Europa, dal XVII al XIX secolo.
Per comprendere la vera natura dell’industria petrolifera in Nigeria e per fare emergere la posizione delle popolazioni del Delta del Niger.
