“Il dialogo richiede discernimento. Ogni gesto ambiguo porta più danno che beneficio, anche se l’intento è buono. Ma il dialogo richiede un amore sincero. Il musulmano è mio fratello! L’Islam può essere un progetto sociologico, culturale, politico o militare, oppure spirituale e religioso. Ma il musulmano non è un progetto sociologico, è un uomo come me, che va rispettato nella sua dignità di persona e di credente e amato con lo stesso amore che nutro verso il cristiano. Amore e verità, affetto e discernimento sono inseparabili e ci permettono di fondare il dialogo interpersonale su basi solide. Trattandosi di musulmani, il fondamento è Dio stesso. Anche per questo il vero dialogo non può fare a meno dell’annuncio del Vangelo, come d’altronde il musulmano sincero e pio, che mi vuol bene, mi annuncia Dio come l’intende lui”.
Le pagine di questo piccolo volume, pensate come sussidio per singoli e gruppi che vogliano cominciare ad addentrarsi lungo l’affascinante faticoso sentiero dell’incontro con i musulmani, non hanno certo la pretesa di esaurire la ricchezza del pensiero di padre Samir. Semmai costituiscono un invito a conoscerlo meglio e ad apprezzarlo.
