“La mia voce è fra l’urlo e il silenzio”. Questa è la frase con cui l’autrice di questo testo catapulta il lettore nella grave ed oscura problematica dell’anoressia. Malattia fisica e patologia psicologica che racchiudono in un unico spazio, disagi, paure, vergogne e sconfitte.
Il libro, scritto dopo i diversi incontri avvenuti dall’analista dell’autrice, affetta da questa preoccupante malattia e quindi testimone in prima persona delle cause e delle conseguenze di essa, mette a nudo cuore e anima di una persona malata e disperatamente persa nel suo lungo ed “irragionevole” calvario.
Quello della psicoanalisi è un processo estremo ma determinante per la guarigione del malato, e la resistenza che normalmente, in un primo momento, il paziente mostra nei confronti di una totale apertura emozionale con il proprio psicoanalista, è giustificata dall’imbarazzo provato nello scoprirsi e rendersi leggibile e analizzabile. Ma pian piano, incontro dopo incontro, ecco il paziente abbassare le difese e fidarsi e affidarsi completamente al suo interlocutore, al suo medico, al suo “migliore” amico. Si può guarire da questa malattia, la si può sconfiggere, anche in una piccola “stanza” inabitabile che diventa però luogo di protezione al centro del mondo e del tempo.
