Srebrenica fu probabilmente il più tragico episodio avvenuto al tramonto del ventesimo secolo – scrive Pedrag Matvejević nella prefazione al testo – e non soltanto nei Balcani, non soltanto nell’ultima guerra balcanica: settemila massacrati, nessuno sa il numero esatto, forse addirittura ottomila, quasi tre volte di più delle vittime delle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001. Chi ha vissuto quei fatti non può cancellarli dalla memoria, essi hanno lasciato un segno indelebile su alcune generazioni. Elvira Mujcic l’autrice del libro, è una delle migliaia di esuli che con madre e fratelli lasciò Srebrenica a 12 anni. Il padre è invece rimasto in Bosnia sepolto chissà dove. Al di là del caos rappresenta sì il viaggio fisico e morale che l’ha portata da Srebrenica all’Italia attraverso la Croazia per trovare la salvezza mentale, ma anche un atto di accusa nei confronti di un mondo opportunista che non punisce chi si è macchiato di colpe spaventose, come nel caso dei responsabili del genocidio di Srebrenica.