IL PATRIMONIO ETICO DEI CONSUMATORI

    Da anni, soprattutto nel mondo occidentale, è dubbio che il Pil (prodotto interno lordo) sia ancora una misura affidabile della “Ricchezza delle Nazioni”. La prima obiezione mette in evidenza come il Pil non tenga conto dei danni ambientali e sociali che la crescita economica determina.

    La crescita del Pil è fondamentalmente legata alla distruzione di risorse e quindi, in ultima istanza, ad una diminuzione della ricchezza reale di un paese. L’aumento degli incidenti stradali, degli incendi delle foreste, dell’inquinamento atmosferico, l’espansione dell’industria farmaceutica provocata dalla nascita di nuove patologie, sono tutti fattori che fanno crescere il Pil.

    Questo modello di sviluppo ha indotto, in tutto il pianeta, a fare un uso eccessivo del patrimonio nazionale (naturale, paesaggistico, storico, ecc.), a ridurne lo stock a favore dei flussi di reddito, conseguendo un vantaggio immediato di breve periodo ed un danno, una perdita netta, per le generazioni future. Ciò che si percepisce è l’indebitamento finanziario mentre ci sfugge il valore debito contratto con la Natura, vale a dire il nostro habitat, sia ambientale che culturale.

    Il comportamento del consumatore, diventato, oggi più che mai, lo strumento fondamentale attraverso il quale leggere il mutamento sociale, è in grado di cogliere le trasformazioni della vita quotidiana e degli stili di vita delle persone.

    Dunque quali modelli di sviluppo potranno essere considerati approcci favorevoli ad ottenere una maggiore e migliore conservazione del patrimonio etico-culturale dei consumatori?

    Dettagli Libro

    • Autore

      Fabio Mostaccio

    • EditoreFranco Angeli
    • CollanaSociologia
    • Edizione1ª edizione
    • Anno2008
    • Pagine192
    • ISBN9788846498731
    • Linguaitaliano
    • Prezzo19,00
    • IntroduzioneTonino Perna
    • Copie1
    • Link esternohttp://www.francoangeli.it/

    IL PATRIMONIO ETICO DEI CONSUMATORI

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