Alla fine di ogni anno si contano circa 1300 omicidi bianchi. Uno ogni sette ore.

Sono le vittime degli infortuni sul lavoro una drammaticità che accomuna anche tanti familiari. E non ci sono solo i morti ma anche coloro che convivono con malattie professionali o gravi disabilità dovute a gravi infortuni.

Questo testo propone un viaggio tra i ‘protagonisti’ dell’insicurezza: dal Piemonte con la Thyssenkrupp di Torino, alla Lombardia dove l’emergenza morti bianche ha il suo epicentro nel settore dell’edilizia, dalle storie legate all’amianto-killer a quelle personali di Pierluigi, morto nel 1995 a 21 anni mentre lavorava in una ditta di Isera in provincia di Trento e di Pietro Mercandelli cui un grave infortunio sul lavoro ha cambiato la vita drasticamente, emblematica la sua esperienza personale passata attraverso l’incontro con l’Amnil, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro che assiste e tutela le persone da oltre 60 anni impegnata a sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi, di cui Mercandelli è stato per 15 anni presidente. Il libro parla di lavoro e lavoratori, della sicurezza e degli avversari della ‘sicurezza’, del percorso parlamentare e della nuova organizzazione del lavoro industriale che ha preso forma all’inizio degli anni ’90.

E poi parla dei suoi protagonisti soprattutto di quelli anonimi, sconosciuti al pubblico televisivo spesso a caccia di scoop.

Dettagli Libro

  • Autore

    Gianni Pagliarini, Paolo Repetto

  • SottotitoloPerché di lavoro si muore
  • EditoreDatanews Editrice
  • Edizione1ª edizione
  • Anno2008
  • Pagine138
  • ISBN978-88-7981-354-9
  • LinguaItaliano
  • Copie1

UNO OGNI SETTE ORE

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