CLANDESTINITÀ (E ALTRI ERRORI DI DESTRA E DI SINISTRA)

Un fenomeno epocale come le nuove migrazioni verso l’Europa poteva essere l’occasione per una scommessa straordinaria: ragionare su una cultura della legalità, coniugata con il principio di solidarietà, collegare i comuni doveri con la capacità di estendere i diritti e di includere nuove popolazioni. Si poteva fare, di questa scommessa, l’orizzonte dell’Europa del futuro.

Si poteva fare ma non si è fatto. La nostra ampia e confusa normativa sugli stranieri è sbagliata.

È inefficace, non raggiunge gli obiettivi che si propone. Produce ingiustizia.

È forte con i deboli e debole con i forti. Basta leggere cosa è accaduto ad Angela, moldava che voleva fare la badante; Hamid, marocchino, baby pusher; Abdel, egiziano e giardiniere clandestino.

Sono le piccole storie che ci fanno capire come sta volgendo la Storia. E sono piccole storie di cittadini stranieri quelle che Paolo Borgna racconta.

Attraverso di loro si capisce perché l’Italia non ha saputo inviare, a partire dai primi anni ’90, il messaggio preciso di cui c’era bisogno: “vogliamo essere un Paese d’accoglienza e allo stesso tempo garantire che l’immigrazione non provochi il degrado dei diritti, delle regole, dei servizi sociali della nostra comunità. Promuoveremo la massima espansione dei diritti a chi cerca in Italia nuove opportunità di crescita, di lavoro e di speranze per sé e i propri figli.

Affinché ciò sia possibile, saremo intransigenti contro la criminalità: che è il primo nemico dell’immigrazione e dell’interazione tra culture diverse. La nostra politica e il nostro sistema giudiziario non sono state all’altezza di questa sfida.

Abbiamo detto e fatto cose contraddittorie: formulato proclami che si afflosciavano alla prima prova; minacciato sanzioni esagerate che avevano la credibilità di grida manzoniane. Abbiamo mostrato la faccia feroce e spaventato i deboli e i timorosi della legge e siamo stati deboli con i prevaricatori.

Non abbiamo contrastato i criminali incalliti e poi ce la siamo presa con i lavavetri”. Siamo ancora in tempo a rimediare.

Possiamo prosciugare la palude che produce clandestinità – sostiene Borgna – sottraendovi tutti i casi di irregolarità non collegata ad attività criminali. C’è bisogno di un grande patto civile, con lo stesso profondo respiro che ha sorretto il patto che nel 1946 hanno saputo sancire i Padri costituenti.

Dettagli Libro

  • Autore

    Paolo Borgna

  • EditoreLaterza
  • CollanaSaggi Tascabili Laterza
  • Edizione1ª edizione
  • Anno2011
  • Pagine102
  • ISBN9788842096481
  • LinguaItaliano
  • Copie1

CLANDESTINITÀ (E ALTRI ERRORI DI DESTRA E DI SINISTRA)

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