Da quando Thoreau rifiutò di pagare una tassa voluta dal governo americano per finanziare la guerra contro la Spagna, accettando bensì la condanna al carcere che ne risultò, la ‘disobbedienza civile’ è diventata un metodo di lotta. C’erano molti precedenti, basti pensare ad Antigone, ma fu Thoreau a chiarirne in termini moderni l’attualità, la necessità.
Il suo breve saggio venne studiato da Tolstoj e da Gandhi, che lo mise in pratica su vasta scala per combattere con successo il colonialismo inglese. Con il fallimento delle rivoluzioni che hanno puntato sulla violenza producendo nuove oppressioni e con l’affermazione nel mondo detto democratico di un sistema unico di potere — quello finanziario — cui hanno risposto varie forme di fondamentalismo o di mafia e con i venti di guerra che spirano nuovamente sul pianeta, la disobbedienza civile torna a essere la risposta insieme più saggia e più radicale di rispondere alla violenza diretta e indiretta di chi decide e comanda, manipola e offende.
Raccontando le forme della disobbedienza civile elaborate in passato dal movimento operaio e dai movimenti nonviolenti, l’autore insiste su un concetto fondamentale: la disobbedienza civile può fare a meno della nonviolenza, ma la nonviolenza non può esistere senza la sua fondamentale componente politica, la disobbedienza.
Dettagli Libro
Autore
Goffredo Fofi
- EditoreNottetempo
- CollanaSassi nello stagno
- Edizione1ª edizione
- Anno2015
- Pagine96
- ISBN978-88-7452-543-0
- LinguaItaliano
- Copie1





