Lettera da CAPODARCO: online il nuovo numero con un focus sulla parola “CURARE”

È online il Numero 1 di Lettera da CAPODARCO, il semestrale realizzato dalla Comunità di Capodarco, esplora le tematiche sociali più rilevanti, con un approccio attuale e riflessivo. La rivista offre inoltre una panoramica delle attività e dei progetti di Capodarco. Parola chiave: CURARE In […]

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lettera da capodarco: online il nuovo numero con un focus sulla parola “curare”

È online il Numero 1 di Lettera da CAPODARCO, il semestrale realizzato dalla Comunità di Capodarco, esplora le tematiche sociali più rilevanti, con un approccio attuale e riflessivo. La rivista offre inoltre una panoramica delle attività e dei progetti di Capodarco. Parola chiave: CURARE

In questo numero:
– La cura vista come un concetto ampio che abbraccia famiglia, lavoro, istruzione e bene comune. Editoriale del direttore don Vinicio Albanesi

Articoli tematici:
– La cura come scambio: richiede empatia e investimento su sé stessi.
– La malattia come opportunità di crescita e consapevolezza, con un focus sull’importanza della relazione tra paziente e terapeuta.
– Il potere dei gesti invisibili e delle presenze silenziose che rendono “abitabile” la vita comunitaria e il lavoro in una organizzazione.
– La necessità di prendersi cura anche di chi si prende cura, per garantire la qualità dell’assistenza.
– L’accoglienza dei bambini in casa famiglia e il delicato lavoro di ricostruzione emotiva.
– Una riflessione sulla giusta dose di cure, attraverso la metafora di un rondinotto ferito.
– La cura come impegno educativo e responsabilità, soprattutto nel lavoro con minori autori di reato e donne in difficoltà.

Progetti e iniziative:
– Un percorso multisensoriale per stimolare e favorire la relazione e l’inclusione di persone con disabilità gravi.
– Una selezione di libri dedicata all’autismo dalla nostra “Biblioteca Sociale”
– Anticipazioni degli eventi in programma per il 60º anniversario della nascita della Comunità di Capodarco 

Scarica la Rivista online: Lettera da CAPODARCO N.1 

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Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

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UNA STORIA UNICA

“Diversi fra i diversi”, così Marisa definisce Maria Pia. Il giudizio sulle diversità non è sempre soltanto un giudizio sullo stato delle cose ma può essere usato anche come giustificazione dell’emarginazione che grava su coloro che sono oggetto di tale giudizio. La diversità dell’altro può essere accolta con paura, rifiuto e diffidenza da coloro che non si considerano diversi. I disabili fisici possono essere accolti in modo negativo dalla società e, allo stesso modo, uno schizofrenico come Maria Pia può essere accolto in maniera negativa da una una comunità di disabili fisici. Una “diversa tra i diversi” Maria Pia, una “diversa” che tuttavia, in questa comunità, ha trovato tanti riferimenti affettivi e tanto amore.

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Lettera da Capodarco n.3 – Ottobre 2011

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– Malattie croniche: il dramma di vivere senza rete
– I 25 anni della Comunità terapeutica l’Arcobaleno
– Da Lampedusa a Capodarco: cronaca di un’accoglienza
– Psichiatria. “Ma io quando esco?”
– Tonino e la terapia
– Ora il bosco è aperto a tutti
– Il nostro aiuto per i butineros
– Una terrazza, tanti incontri

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WELFARE UMANO. Una comunità integrata per accogliere persone

Il volume muove da una sintesi della storia degli ultimi venti secoli di assistenza, cogliendo come, mentre i destinatari siano rimasti sempre i medesimi – poveri, malati, orfani, disabili… -, la forma dell’assistere abbia assunto modalità diverse in relazione al contesto storico e socioculturale: in altre parole, come la risposta delle istituzioni sia emanazione del progetto di umanità di una società. A fronte dell’inadeguatezza delle risposte socio-sanitarie del nostro tempo, parcellizzate e incomunicanti, l’autore mette a tema la dimensione comunitaria quale spazio e tempo per un innovativo “welfare umano”: un fare comunità che parte dalla cura dei dettagli (dell’abitazione, del cibo, della cura della persona e della relazione), attraversa lo stile comunitario, l’appartenenza e la condivisione, per giungere alla promozione del benessere fisico, psichico e sociale della persona con fragilità. In questa prospettiva la formazione degli operatori è un percorso che attraversa i valori dell’esistenza umana per approdare a un profilo di competenze non più differibile.

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