Senza conservanti

Una vicenda unica: uniti nella stessa persona, essere umano e divinità

Due età di confine, due solitudini diverse. A tredici anni si chiede di essere visti, a diciassette di essere creduti. In mezzo, spesso, ci sono adulti che hanno smesso di ascoltare. Una riflessione su ciò che i ragazzi ci stanno dicendo, anche quando tacciono.

"fate questo in memoria di me"
«Senza conservanti» — il commento settimanale sull'attualità, senza additivi né sconti.

L’ultima domenica dell’anno liturgico è dedicata a Gesù Cristo, re dell’universo. Non poteva essere diversamente. Crediamo in lui perché, figlio di Dio, ha rivelato il volto del Padre. Un mistero profondo sulla cui fede poggia il nostro essere cristiani. La religiosità ebraica fondava la propria fede nei Libri sacri, l’Islam sul Corano, scritto dal profeta Maometto; il cristianesimo sulla presenza di Cristo, narrata dai Vangeli, dagli Atti degli Apostoli, dalle Lettere di San Paolo e dall’Apocalisse. Un coro di racconti, scritti dai suoi discepoli che hanno tramandato la storia di Gesù, il Nazareno, dalla nascita alla morte. Una storia sacra che ha rivelato le parole, gli atteggiamenti, i miracoli del Maestro. Una vicenda unica che ha unito, nella stessa persona, il suo essere umano e la sua divinità. Una fede in lui che ha unito la condizione di persona umile (carpentiere) vissuto oltre duemila anni fa e che ha rivelato il mistero di Dio. La liturgia, con le tre letture, descrive la vicenda umana di Cristo con la rivelazione della divinità.

Noi siamo tue ossa e tua carne

Il libro di Samuele fa intravvedere in David, re di Israele, la dimensione umana e religiosa della sua missione: «In quei giorni, vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: “Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele”. Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”».

Si tratta della vicenda storica del popolo ebraico che dopo il governo dei Giudici, invoca un re che sarà David. (1030 a.C.) Governerà il suo popolo e gli succederà Salomone, suo figlio. Il re David sarà celebrato come potente e affidabile, senza dimenticare imperfezioni e debolezze.

Primogenito della creazione

Il brano della Lettera ai Colossesi è un inno per celebrare Cristo. Nella prima parte si sottolinea la presenza di Gesù nell’opera della creazione. Egli fa parte della divinità per questo motivo:

«Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,[…]
quelle visibili e quelle invisibili:
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono».

E’ la fede in Cristo che, oltre la creazione partecipa anche alla remissione delle colpe:

«Per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli».

 

E’ un riassunto catechetico della dottrina cristiana, affermando la divinità di Cristo sin dalla creazione fino alla croce.

Di tutt’altro tenore, dopo la lode e la venerazione a Gesù è il brano del Vangelo di Luca. Si narra del perdono ad uno dei malfattori. Si sottolinea la sofferenza di Cristo che ha vissuto la regalità in modo unico, finendo crocifisso come un malfattore. E’ divina la risposta al ladrone che invoca perdono e pietà: «E disse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”». Si chiede spesso perché la Chiesa duri ancora dopo millenni trascorsi dalla sua origine. Perché lega, nella figura di Gesù l’umano e il divino. Il suo regno non è “di questo mondo”. Ha una dimensione umana senza sfarzi e privilegi, ma suggerendo rispetto, amore e perdono. Anche da questa visione si può comprendere la forza propositiva della fede cristiana.

 

23 Novembre 2025 – Anno C
XXXIV Domenica Tempo ordinario – Cristo re dell’universo
(1 Lett. 2Sam 5,1-3 – Salmo 121 (122) – 2 Lett. Col 1,12-20 – Vangelo Lc 23,35-43)