Senza conservanti

Il granello di senape

Due età di confine, due solitudini diverse. A tredici anni si chiede di essere visti, a diciassette di essere creduti. In mezzo, spesso, ci sono adulti che hanno smesso di ascoltare. Una riflessione su ciò che i ragazzi ci stanno dicendo, anche quando tacciono.

"fate questo in memoria di me"
«Senza conservanti» — il commento settimanale sull'attualità, senza additivi né sconti.

Le parole del profeta Abacuc ben si addicono anche alla situazione che stiamo vivendo. Anche oggi, purtroppo ci sono devastazioni, violenze, guerre. Appellare a Dio perché intervenga è un grido spontaneo perché Dio intervenga a mettere ordine e pace. Dio non interviene perché ha scelto di dotare gli esseri umani della libertà. E’ un mistero profondo.

Libertà

Questa libertà può essere letta come fiducia, speranza, rispetto della creatura con l’immagine di Dio. Egli non ha scelto di dare vita ad autonomi che obbedissero a lui. Ha scelto di dotarli di intelligenza e di volontà. E’ il misero profondo della dignità umana. Caratteristiche molto spesso dimenticate dalle creature. La somiglianza con Dio è autentica perché dota quanti ha creato di autonomia. Sicuramente limitata ma, per il tempo della vita, autentica. Il bene e il male non sono imposti, ma frutto di scelte.

Il cattolicesimo si distingue dal protestantesimo perché la volontà divina non prevarica sulla pochezza umana, ma è rispettosa anche di fronte ai tradimenti e alla dimenticanza. Questa dignità di scelta è troppo spesso dimenticata, invocando Dio quando le azioni diventano disumane, crudeli, contraddittorie. Il Dio cristiano, non a caso, è stato chiamato padre: come colui che accompagna il giovane verso la maturità. Ha indicato le vie della maturità: è stata chiamata fede, che significa affidamento, fiducia, vicinanza. Nella libertà è possibile il bene e il male. La storia non ci ha risparmiato crudeltà singole e collettive, fino ad arrivare a stermini. Tutto questo non deve meravigliare, ma deve riconoscere la bontà di Dio che si è degnato di rispettare quanto le sue creature decidono nella vita. Non a caso la Chiesa è stata attenta a quanti – i santi e le sante –  hanno goduto della libertà per essere a “immagine e a somiglianza di Dio”.

Il salmo può cantare con gioia per la condizione umana:

«Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia…

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce».

L’Apostolo Paolo, a sua volta, esorta Timoteo:

«Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato».

Il granello di senape

Le parole del Vangelo, a modo di parabola, appella a una iperbole. Offre fiducia alla fede con l’esempio del granello di senape, sfiorando un’assurdità: come può sradicarsi un seme e piantarsi sul mare? E’ espressione o per dimostrare la radicalità della fede. Eppure esistono esempi, nella religiosità, ma anche nella vita civile, di quanti hanno messo in discussione la vita per un ideale, una causa, una certezza. D’altronde, senza arrivare a gesti eroici, nella vita quotidiana gli esempi di fede sono numerosi: nella vita familiare, nel lavoro, nella ricerca, nella scienza, nell’arte. Oltre la fiducia e la costanza, la radice della fede è nella giustezza della convinzione. Non si tratta di obbligo, ma di amore a qualcosa e a qualcuno per i quali è possibile dirigere energie, tempo e attenzione per rispettare quanto si ama.

 

5 Ottobre 2025 – Anno C
XXVII Domenica tempo ordinario
(1ªLett. Ab 1,2-3;2,2-4 – Salmo 94 (95) – 2ªLett. 2Tm 1,6-8.13-14 – Vangelo Lc 17,5-10)