Donativo, generoso e attento all’umanità: il Dio cristiano
Due età di confine, due solitudini diverse. A tredici anni si chiede di essere visti, a diciassette di essere creduti. In mezzo, spesso, ci sono adulti che hanno smesso di ascoltare. Una riflessione su ciò che i ragazzi ci stanno dicendo, anche quando tacciono.

La croce per ogni cristiano è il segno dell’appartenenza alla propria religione. La croce è in tutte le Chiese, nei campanili, nei monumenti sulle strade, nelle collanine al collo. Iniziamo la giornata facendosi il segno della Croce. Nella Messa il primo segno che esprimiamo è la croce, così per le benedizioni, per i funerali, per ogni manifestazione di preghiera. Il segno della croce è terribile perché ricorda una morte ignominiosa. Un modo crudele, inventato per procurare sofferenze e disprezzo. Per i cristiani ha un significato liberatorio: un sacrificio per rimediare al male commesso. Nella profondità dei segni significa il perdono per ogni errore.
Serpenti velenosi
La prima Lettura mostra un modo diverso di liberazione. Nel deserto, il popolo israelitico è affamato e circondato da serpenti velenosi. Mosé metterà un serpente di bronzo sopra il suo bastone e chiunque lo guarderà sarà salvo.
Il Salmo esprime bene i sentimenti di fronte alle proprie responsabilità:
«Lo lusingavano con la loro bocca,
ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza.
Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore».
E’ la condizione che ancora oggi si verifica: non sempre siamo fedeli alle indicazioni di Dio. Lo imploriamo Dio perché egli ci perdoni.
Simile agli uomini
L’inno più bello, perché positivo ed esplicativo, è dettato nella seconda lettura.
«Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini».
Gesù è la persona che unisce Dio con quanti credono nel suo nome. Egli, uomo come noi, ha spiegato chi fosse il Dio cristiano: donativo, generoso, attento all’umanità.
Si presenta con tutte le caratteristiche umane:
«Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce».
Oltre il suo insegnamento, ha condotto una vita “facendo bene tutte le cose”. Ha allargato gli animi dei credenti ebrei per espandere la religiosità alla visione ampia, senza pregiudizi e senza proibizioni.
«Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre».
E’ riconoscimento da parte di Dio e dei credenti di essere espressione autentica del divino. Ha parlato con linguaggio comprensibile, ha guarito chi era malato, non dato precetti ma ha indicato la strada del divino. Per questo onoriamo Gesù con tutta la fede cristiana e nella sua croce identifichiamo la sua azione generosa.
14 Settembre 2025 – Anno C
Esaltazione della Santa Croce
(1ªLett. Nm 21,4b-9 – Salmo 77 (78) – 2ªLett. Fil 2,6-11 – Fil 2,6-11 – Vangelo Gv 3,13-17)


