Tensioni ricomposte al seminario interdiocesano di Fermo tra richiedenti asilo: da otto mesi attendono di essere riconosciuti come rifugiati

FERMO – È tornata la calma al seminario interdiocesano di Fermo, che da mesi ospita decine di migranti richiedenti asilo. Attualmente vivono in un’ala della struttura 81 persone di 11 diverse nazionalità, soprattutto africane. Ieri sera, dopo momenti di tensione fra alcuni gruppi di ospiti, […]

this.image.title
tensioni ricomposte al seminario interdiocesano di fermo tra richiedenti asilo: da otto mesi attendono di essere riconosciuti come rifugiati

FERMO – È tornata la calma al seminario interdiocesano di Fermo, che da mesi ospita decine di migranti richiedenti asilo. Attualmente vivono in un’ala della struttura 81 persone di 11 diverse nazionalità, soprattutto africane. Ieri sera, dopo momenti di tensione fra alcuni gruppi di ospiti, l’intervento delle forze dell’Ordine e di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco e della Fondazione diocesana “Caritas in veritate” ha riportato serenità.

«Non dobbiamo drammatizzare quanto accaduto, ma pensare che questi fratelli attendono da mesi e mesi di essere ricevuti ad Ancona dalla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, che deve esaminare la loro richiesta di asilo per motivi politici o umanitari. In molti sono fuggiti da conflitti, minacce e persecuzioni a motivo delle loro idee politiche, altri sono scappati da situazioni invivibili e hanno tutti affrontato un pericoloso viaggio nel Mediterraneo, giungendo sulle nostre coste dopo essere passati dalla Libia, dove hanno subito violenze», osserva don Albanesi. «Ora molti hanno imparato l’italiano o lo stanno imparando, altri stanno frequentando la scuola guida e svolgono stage gratuiti presso imprenditori della zona. Il nostro invito è quello a favorire il dialogo e l’integrazione con tutta la cittadinanza».

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Lettera da Capodarco n.5 – Dicembre 2012

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– Un uomo che non si dimentica
– Assistenza ai malati di sla: il “modello unico” di Capodarco
– In ricordo di Albano
– L’importanza di restare a “casa”. Fino alla fine
– Chiesa: l’occasione dell’anno della fede
– Il bosco finalmente pronto
– Duecento giornalisti nel Labirinto senza fili
– La disabilità in Messico… vista da Capodarco

Articolo

RACCONTARE DIO – Per essere parte attiva del creato

Un percorso di vita all’insegna della ricerca di Dio e dell’impegno a esserne testimone: questo, in sintesi, il testo autobiografico scritto da don Vinicio Albanesi con l’obiettivo di restituire al lettore esperienze di fede vissuta. “La cosa migliore per accompagnare la crescita di fede è raccontare Dio” scrive l’autore, presidente della Comunità di Capodarco, parroco dell’Abbazia di San Marco alle Paludi, in provincia di Fermo. “Si ha così la possibilità di conoscerlo e di amarlo. Fermarsi alle pratiche è deleterio e fuorviante. Il Dio cristiano, tramite Gesù, ha molte cose da suggerire e da proporre”. Una visione diversa, un esercizio di fede continuo che si esplicita nella quotidianità, nel rapporto con gli altri e, soprattutto, con i più fragili. Una fede non scevra da dubbi e incertezze, capace però di donare serenità e la consapevolezza di aver finalmente incontrato Dio.

Articolo

Lettera da CAPODARCO n.1 – Marzo 2026

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.