Rom e prostituzione, don Albanesi: “la politica indifferente che oscilla tra cinismo e buonismo”

Nei periodi estivi assistiamo a fenomeni di trasmigrazioni di popolazione enormi. L’attenzione in genere è protesa al turismo: chi può, chi non può; i luoghi migliori e quelli a prezzi più convenienti. Ma anche la popolazione marginale si sposta con altrettanta velocità e purtroppo precarietà. […]

this.image.title
rom e prostituzione, don albanesi: “la politica indifferente che oscilla tra cinismo e buonismo”

Nei periodi estivi assistiamo a fenomeni di trasmigrazioni di popolazione enormi. L’attenzione in genere è protesa al turismo: chi può, chi non può; i luoghi migliori e quelli a prezzi più convenienti.

Ma anche la popolazione marginale si sposta con altrettanta velocità e purtroppo precarietà. Recentemente si sono registrate due indicazioni all’apparenza contraddittorie. La ministra Kyenge, in una recente visita a Torino, ha esortato i proprietari di seconde case ad affittarle ai rom che attualmente vivono in campi di sosta spesso abusivi. Alcuni prefetti delle coste adriatiche esortano, al contrario, la popolazione a non affittare le case alle prostitute.

Le due indicazioni, pur essendo contraddittorie, hanno in comune il disagio di presenze che non sono integrate con il resto della popolazione.

accampamento_romLa storia dei nomadi è lunga quanto la storia d’Europa. Popolazione che vaga da paese a paese, fermandosi dove non vige intransigenza.

I paesi mediterranei e l’est Europa di fatto sono le mete preferite. Il nord Europa e i paesi dove le rigide regole dell’accoglienza sono spietate sono luoghi esenti. Un problema che sembra non riguardare tutta l’Unione Europea: chi ha il problema è costretto ad affrontarlo.

Per la prostituzione i tentativi sono stati molti: quartieri a luci rosse, case di tolleranza, box riservati. Con l’apertura delle frontiere dei paesi dell’est, con la crisi economica, con la criminalità sempre presente, si assiste all’espandersi del fenomeno, con tutte le conseguenze di vittime, di crimini, di tratta delle schiave.

La conclusione è che i due fenomeni della marginalità umana (ce ne sono molti altri) non sono mai stati affrontati seriamente. Le politiche sono state demandate agli enti locali e tamponate con determine urgenti e spesso inefficaci.

Le poche organizzazioni sociali dedite a risposte umane non riescono ad arginare i fenomeni. La politica oscilla tra il cinismo e il buonismo. In sostanza si disinteressa.

Non è giusto e nemmeno efficace. Ogni amministrazione, per essere tale, deve avere capacità e possibilità di gestire il benessere di tutti, nessuno escluso. La strada è lunga, ma non per questo può essere abbandonata. La speranza è che la coscienza collettiva cresca anche per problemi difficili e all’apparenza irrisolvibili e l’Europa diventi veramente unione.

Vinicio Albanesi
(dal blog L’Inquieto)

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

LEZIONARIO PRIVATO

Scrivi quel che vivi». Questo il suggerimento che l’allora direttore della rivista Jesus, don Vincenzo Marras, rivolse nell’autunno del 1997 a don Albanesi, affidandogli la rubrica “Sulla strada”. L’ampia selezione di articoli proposta in questo libro mostra la straordinaria lucidità e preveggenza dello sguardo di don Albanesi, attento a denunciare – raccontando la sua vita di ogni giorno dalla parte dei più deboli – ingiustizie e storture in campo sociale e politico, ma anche lentezze e inadeguatezze di una Chiesa non sempre all’altezza del Vangelo che proclama. Parole che vengono dal nostro passato prossimo, ma che indicano con forza la strada per un futuro evangelicamente a misura di uomo.

Articolo

PREGHIERE PROBABILI

La solitudine è il flagello contemporaneo e quella che si annida nella modernità multimediale dei mezzi di comunicazione è tanto invisibile quanto perniciosa. Don Vinicio ci aiuta a conoscerla. Alla sua maniera. Senza nascondere nulla di sgradevole ai nostri occhi e alle nostre coscienze. Senza riguardo, ma del resto lui non ce l’ha nemmeno per chi l’ha ordinato sacerdote e lo ha scelto per scriverci queste preghiere, tanto probabili che leggendole non si può fare a meno di sperare che siano certe e diffuse” (Dalla Prefazione di Ferruccio De Bortoli).

Articolo

LA DOLCEZZA DI DIO

Scopo di queste pagine è individuare il percorso seguito da Dio, incarnato nella vita di Cristo. Ne risulterà una “dolcezza” inusitata. Non solo in senso emotivo e affettivo, ma come scelta di umanizzazione, capace di mettere a proprio agio i destinatari del messaggio. La vita di Cristo si mette alla pari con qualsiasi individuo umano, ne segue la storia, condividendone problemi,felicità e anche la morte. Proprio perché il Dio cristiano si è posto alla pari, ascoltarlo, conoscerlo, seguirlo diventa più facile (Vinicio Albanesi)

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.