Parkinson, nei nostri Centri Ambulatoriali 35 i casi seguiti nell’ultimo anno. La psicologa: “Malattia che crea ‘imbarazzi’. Non chiudetevi, migliorare la qualità della vita si può”

Il 30 Novembre 2024 è la Giornata nazionale del Parkinson. Malattia degenerativa, a progressione lenta, caratterizzata da tremore a riposo, rigidità, lentezza e diminuzione dei movimenti (bradicinesia) ed anche instabilità della postura e/o dell’andatura. In Italia (fonte: Accademia LIMPE-DISMOV) sono 300 mila le persone colpite, ma […]

this.image.title
parkinson, nei nostri centri ambulatoriali 35 i casi seguiti nell’ultimo anno. la psicologa: “malattia che crea ‘imbarazzi’. non chiudetevi, migliorare la qualità della vita si può”

Il 30 Novembre 2024 è la Giornata nazionale del Parkinson. Malattia degenerativa, a progressione lenta, caratterizzata da tremore a riposo, rigidità, lentezza e diminuzione dei movimenti (bradicinesia) ed anche instabilità della postura e/o dell’andatura. In Italia (fonte: Accademia LIMPE-DISMOV) sono 300 mila le persone colpite, ma riguarda un numero molto più ampio di italiani se si considera che la maggior parte dei malati riceve assistenza in ambito familiare.  L’esordio medio è fra i 45/50 anni. La Comunità di Capodarco di Fermo attraverso i suoi Centri Ambulatoriali (la palestra convenzionata situata all’interno della Villa e quella privata con sede a Porto San Giorgio), da molti anni prende in carico pazienti con diagnosi di Parkinson, sia con percorsi individuali che di gruppo. Nell’ultimo anno sono stati seguiti circa 35 casi. Abbiamo scambiato due parole con la dottoressa Lorena Cionfrini (psicologa, équipe Capodarco Poliambulatorio-Riabilitazione).  

PRESA IN CARICO MULTIDISCIPLINARE E SOSTEGNO AI FAMILIARI

“L’invio – ci spiega – può essere fatto a seguito della diagnosi dello specialista neurologo di riferimento con impegnativa del medico di medicina generale. Come per tutte le patologie, la presa in carico è multidisciplinare e sviluppata sulle problematiche specifiche del paziente; affinché possa essere valutata la possibilità di un eventuale inizio di percorso e possa essere sviluppato il progetto riabilitativo individualizzato, viene fatta una visita fisiatrica iniziale, in presenza anche dei caregiver, in cui, esaminato il quadro clinico e condivisi gli obiettivi da perseguire, la persona viene inviata alle varie figure dell’équipe (fisioterapista, logopedista e psicologo) per le sedute del ciclo riabilitativo. Durante l’iter riabilitativo vengono programmati incontri d’équipe per monitorare l’andamento del percorso ed eventualmente valutare le modifiche da apportare agli obiettivi. I familiari vengono continuativamente resi partecipi del procedere del lavoro, avendo la possibilità di interagire con le figure professionali ed in casi di particolare complessità avere dei colloqui per essere loro stessi sostenuti emotivamente ed accompagnati a migliorare le strategie di gestione del proprio familiare”.

UNA MALATTIA CHE CREA “IMBARAZZI”
(NON SOLO NEI PAZIENTI MA ANCHE NEI CAREGIVER)

“Quello che spesso non si sa o viene sottovalutato – spiega la psicologa – è che la malattia di Parkinson è spesso associata a una serie di sintomi non motori, che possono compromettere molti aspetti della vita quotidiana e creare complessi problemi fisici, psicologici e sociali come la disabilità cognitiva (sindrome disesecutiva), disturbi del sonno e soprattutto sintomi psichiatrici (come disturbi dell’umore, apatia, ansia, psicosi, allucinazioni e disturbo del controllo degli impulsi)”.

Circa il 15% dei pazienti con Parkinson mostrano comportamenti che possono essere dovuti a un disturbo del controllo degli impulsi (Impulsive-compulsive disorders – ICD), come acquisto compulsivo, gioco d’azzardo patologico o ipersessualità (Rossi, 2017). La Cionfrini che nel Poliambulatorio di Capodarco si occupa in particolare della presa in carico di pazienti colpiti da malattie neurologiche degenerative, sottolinea un altro aspetto della malattia, quello dell’‘imbarazzo’ che tali difficoltà possono creare nelle persone “ma soprattutto nei caregiver, tanto che spesso queste famiglie si chiudono in se stesse, restando intrappolate in situazioni difficilmente gestibili”. Per questo condividere con degli specialisti la comparsa di tali problemi –  sottolinea – “permette al paziente ed ai suoi familiari di migliorare la qualità della propria vita”. A conclusione di questo incontro, la psicologa ci lascia con le parole dell’attore Michael J. Fox che dal 1991 convive con il morbo di Parkinson: “Qualunque sia la situazione, prendila per quello che è. Non devi renderla peggiore o migliore di quello che è. È solo quella che è. Affrontala sempre con onestà, la verità di ciò che è, e poi hai tutte le possibilità di scelta”.

Condividi questo articolo

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Lettera da Capodarco n.1 – Aprile/Maggio 2010

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– Politiche sociali: le critiche e le iniziative
– Un manuale e una ricerca sul “modello” di Capodarco
– Riabilitazione: la nuova sfida si chiama SLA
– Notizie dai servizi
– Rinasce il bosco
– Comunità in festa il 26 e 27 giugno

Articolo

ANZIANI DEPORTATI

La chiusura delle Rsa, così come attualmente concepite, nell’arco dei prossimi sei anni, e la contemporanea creazione di strutture di tipo familiare caratterizzate da un massimo di 15 posti. Sono le due principali proposte illustrate da don Vinicio Albanesi, in un e-book che raccoglie la sua riflessione sul tema della gestione della terza età all’indomani della grave crisi che ha colpito le Residenze sanitarie assistenziali durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il presidente della Comunità di Capodarco si dice convinto della necessità di cambiare radicalmente la gestione della terza età, superando la tendenza all’istituzionalizzazione e cercando in ogni caso di favorire la permanenza in casa delle persone anziane. “L’epidemia, con le migliaia di morti dentro le Rsa, ha mostrato chiaramente – argomenta don Albanesi – i limiti terapeutici ed esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere: occorre cambiare approccio, senza far prevalere la logica del risparmio”.

Articolo

IL SOGNO DI UNA CHIESA DIVERSA. Un canonista di periferia scrive al Papa

“Non sono più sufficienti i richiami personali all’umiltà e al servizio di chi ha responsabilità nella Chiesa. L’impalcatura dell’organizzazione ecclesiale va riformata: con umiltà e coraggio, appellando agli insegnamenti evangelici. Non solo le persone debbono essere evangeliche, ma anche l’organizzazione”. Con un linguaggio schietto e senza giri di parole, in un centinaio di pagine don Vinicio Albanesi sintetizza la sua proposta di riforma ecclesiale. Rivolgendosi direttamente a Papa Francesco, il presidente della Comunità di Capodarco – che si definisce “canonista di periferia” e “parroco di campagna” – gli propone di codificare nero su bianco nel Diritto canonico un maggiore coinvolgimento dei laici e di tutto il popolo dei credenti nei ruoli di responsabilità.

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.