Senza conservanti

La rubrica “Senza conservanti” di Vinicio Albanesi. N.36 – LE STELLE

Due età di confine, due solitudini diverse. A tredici anni si chiede di essere visti, a diciassette di essere creduti. In mezzo, spesso, ci sono adulti che hanno smesso di ascoltare. Una riflessione su ciò che i ragazzi ci stanno dicendo, anche quando tacciono.

&#"senza conservanti" la rubrica di vinicio albanesi. n.148 tredicenni e diciassettenni;senza conservanti”, la rubrica di vinicio albanesi. n.148 – tredicenni e diciassettenni
«Senza conservanti» — il commento settimanale sull'attualità, senza additivi né sconti.

Con le feste natalizie sono tornate di moda le stelle. Nelle confezioni dei regali, nei cappellini, nei presepi, nei canti, nelle ninne nanne, ma anche per gli hotel, per i ristoranti, per gli chauffer. Sei una stella è anche una parola gentile rivolta a un’amica o una parente, all’amata. Indicano valore, bellezza, bontà, eccellenza.

Fanno fascino perché sono lontane; brillano di luce propria; costituiscono vere e proprie strade nel cielo; una di loro indica il nord. Intorno ad esse, nei secoli, si sono creati miti: visioni che, partendo dalla realtà, trasmigrano per altre emozioni e significati. Credo che il fascino derivi sostanzialmente da due loro caratteristiche: emanare la luce, essere vere e contemporaneamente indefinite. Come qualcosa che esiste, ma della quale non possiamo sperimentare nulla.  Scatta allora la posposizione di qualità e di stima. La luce è uno dei beni, senza i quali la terra e l’universo non vivrebbero. Sembra che derivi da esplosioni continue, come il sole. Per questo emana luce e calore. Ma da lontano, quasi a sottolineare che esiste la distanza tra la realtà e i frutti della vita. Come le stelle si siano formate non si è ancora capito bene. Molte sono le ipotesi, ma nessuna è scientificamente testata. Eppure, persiste il loro richiamo e la loro vicinanza.

Esse emanano un senso si purezza: come i fasci di luce, come i cieli, come l’universo. Richiami che servono a sognare più che a vivere, costretti nella miseria di tutti i giorni, affannati a sopravvivere. Un salto nell’infinito, nel sogno, nell’al di là di sé, di cui si sente il bisogno. Infine sono immaginate sempre buone. Pur vivendo in grandi rivolgimenti, la loro luce a noi arriva limpida, lontana, tenera. Fa pensare all’esistenza che per essere integra e felice, deve attraversare fatica, dolori e solitudini. I misteri dell’universo riverberano nella vita umana, a dimostrazione che il mondo è unico, con molti soggetti che lo compongono e vivono – o dovrebbero vivere – in armonia e insieme.