“Frammenti. Pensieri e dubbi di Comunità” N.4 – GENOVA 2001 e DISILLUSIONE

Il quarto 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼-𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 del direttore della Comunita di Capodarco, Riccardo Sollini è mosso dal ricordo vivido degli eventi che hanno segnato una generazione intera, quelli del G8 di Genova e della morte di Carlo Giuliani. Da quei giorni in poi qualcosa si è trasformato culturalmente, […]

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“frammenti. pensieri e dubbi di comunità” n.4 – genova 2001 e disillusione

Il quarto 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼-𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 del direttore della Comunita di Capodarco, Riccardo Sollini è mosso dal ricordo vivido degli eventi che hanno segnato una generazione intera, quelli del G8 di Genova e della morte di Carlo Giuliani. Da quei giorni in poi qualcosa si è trasformato culturalmente, politicamente, antropologicamente. Uno spartiacque tra la volontà di cambiare e la disillusione di una generazione in difficoltà addirittura di sognare qualcosa di diverso. Da anni di forte slancio, così li ricorda il direttore Sollini, a un periodo successivo di grande “appiattimento culturale”. E’ mancata quella spinta collettiva verso un sogno ‘comune’ che riusciva a mettere insieme persone di differente età e realtà anche opposte fra loro. La conseguenza è stata una caduta esponenziale verso l’individualismo e la chiusura…

FRAMMENTI N. 4. – GENOVA 2001 e DISILLUSIONE

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Una società sempre più precaria, fragile, caotica, liquida. Aperta eppure profondamente proiettata verso una esagerata ricerca di confini, strutture, regole. Dispersa nella sua stessa volontà di esserci a tutti i costi, esposta, social, eppure sola. Una società a pezzi? No, una “società” da ricucire. 𝐅𝐫𝐚𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐏𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐮𝐛𝐛𝐢 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ è un piccolo spazio di “pausa”, una sosta, per prendere fiato e fermarsi a pensare. A cura di Riccardo Sollini, direttore generale della Comunità di Capodarco di Fermo

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Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

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Lettera da Capodarco n.4 – Giugno 2012

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– I quattro principi del “modello Capodarco”
– Contro lo schema disumano dei “ghetti” moderni
– Rafik e Issam, migranti e disabili
– Una scuola per diventare genitori consapevoli
– Loro a Cernobbio… noi a Capodarco
– Il viaggio amaro di una “vera” invalida
– Ecco i “tre mali” della Chiesa italiana
– Notizie dai servizi della Comunità
– IX Festa di Capodarco, il programma completo

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IL SOGNO DI UNA CHIESA DIVERSA. Un canonista di periferia scrive al Papa

“Non sono più sufficienti i richiami personali all’umiltà e al servizio di chi ha responsabilità nella Chiesa. L’impalcatura dell’organizzazione ecclesiale va riformata: con umiltà e coraggio, appellando agli insegnamenti evangelici. Non solo le persone debbono essere evangeliche, ma anche l’organizzazione”. Con un linguaggio schietto e senza giri di parole, in un centinaio di pagine don Vinicio Albanesi sintetizza la sua proposta di riforma ecclesiale. Rivolgendosi direttamente a Papa Francesco, il presidente della Comunità di Capodarco – che si definisce “canonista di periferia” e “parroco di campagna” – gli propone di codificare nero su bianco nel Diritto canonico un maggiore coinvolgimento dei laici e di tutto il popolo dei credenti nei ruoli di responsabilità.

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VOGLIA DI CREDERE

Quando mi fu proposto di scrivere un’introduzione al cristianesimo, mi venne suggerito di rispondere alla domanda: “Perché, oggi, un ragazzo dovrebbe credere?” Da questa proposta sono rimasto lusingato e impaurito. Lusingato, perché esprimere il contenuto di fede è importante per qualsiasi credente, tanto più per un prete; impaurito, perché spiegare il cristianesimo, in un centinaio di pagine, è estremamente rischioso. Il commento che farò è l’esternazione della fede personale: un mix di razionalità, quale adesione a verità rivelate, desideri ed emozioni. La fede per essere tale, coinvolge la vita. E la vita è fatta di scelte; elaborate quanto si vuole, ma, alla fin fine, molto chiare. (Vinicio Albanesi)

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