Campagna Welfare umano. Aderite: l’aiuto reciproco non è un gesto di gratuità, ma di necessità

Vogliamo ringraziare pubblicamente tutte le persone che hanno già aderito e sostenuto la Campagna. L’attenzione posta da parte della Comunità di Capodarco è agli interventi di welfare, cioè a quelle azioni necessarie a garantire un tenore di vita dignitoso per tutti, anche a coloro che a causa di malattia, […]

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campagna welfare umano. aderite: l’aiuto reciproco non è un gesto di gratuità, ma di necessità

Vogliamo ringraziare pubblicamente tutte le persone che hanno già aderito e sostenuto la Campagna. L’attenzione posta da parte della Comunità di Capodarco è agli interventi di welfare, cioè a quelle azioni necessarie a garantire un tenore di vita dignitoso per tutti, anche a coloro che a causa di malattia, disabilità, solitudine, povertà o discriminazione non sono in grado da soli di vivere una situazione di benessere. Una Campagna importante perché riguarda i nostri cari, riguarda noi.

L’impostazione di un welfare “umano” deve consentire all’individuo, nella fase più fragile della propria esistenza “di vivere la vita, la più felice possibile”. Per questo vi invitiamo ad ADERIRE sul sito della Campagna e a seguirla condividendone proposte, eventi e Manifesto attraverso il passaparola e i social media (gruppi Facebook, Sms, Twitter, email, WhatsApp..) Il nostro è un appello rivolto a tutte le donne e tutti gli uomini che vivono nei territori, rivolto a chi ha problemi di autonomia o familiari in difficoltà.

Partecipare alla realizzazione di un welfare più “umano” – con interesse e responsabilità – vuol dire contribuire alla vita sociale del paese. Un impegno importante che diventa simbolo di civiltà. Per una vita sociale “comunitaria” e non competitiva, convinti che l’aiuto reciproco non è un gesto di gratuità, ma di necessità.

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Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

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Nella vita concreta delle persone c’è la convinzione che sia l’individuo a fare sintesi sulla propria fede, in modo autonomo: una somma di idee, convinzioni, atteggiamenti, pratiche che ondeggiano tra la fede cattolica classica e altri riferimenti. La cultura ancora prevalente nelle nostre terre non nega Dio, ma sottopone la sua presenza e le indicazioni della Chiesa a un esame che fa appello alla scelta personale. Che cosa significa, dentro questo contesto sociale e culturale, declinare quanto fino a poco tempo fa era radicato e indiscusso – il Decalogo – ma che ormai sembra essere «in esilio» per la maggior parte di noi? Le pagine di questo volume sono insieme un esercizio di memoria e uno sforzo responsabile di aggiornamento per non perdersi «nel precetto» e tornare alla fonte.

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