Ucraina: le scuole del fermano in prima linea per alleggerire il carico di sofferenza dei bambini in fuga. Ecco il progetto Io, Tu…Noi!

Un percorso didattico-educativo destinato agli alunni ucraini (e alle loro famiglie) Capofila l’IC Vincenzo Pagani di Monterubbiano (FM), coinvolte diverse realtà. Tra queste: il Centro educativo The Tube della Comunità di Capodarco La dirigente scolastica Annarita Bregliozzi: una vera e propria scuola di prossimità che consente anche di […]

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ucraina: le scuole del fermano in prima linea per alleggerire il carico di sofferenza dei bambini in fuga. ecco il progetto io, tu…noi!

Un percorso didattico-educativo destinato agli alunni ucraini (e alle loro famiglie) Capofila l’IC Vincenzo Pagani di Monterubbiano (FM), coinvolte diverse realtà. Tra queste: il Centro educativo The Tube della Comunità di Capodarco

La dirigente scolastica Annarita Bregliozzi: una vera e propria scuola di prossimità che consente anche di continuare a frequentare le lezioni della scuola ucraina a distanza

Chiara Attorre (The Tube): nella narrazione della guerra e dell’espatrio si possano aggiungere storie di condivisione, nuove scoperte e amicizie

Il racconto

Della guerra in Ucraina, a due passi da casa nostra, sentiamo parlare tutti i giorni da mesi, i toni sono accesi e la realtà che si prefigura ogni volta non rassicura. Nel mezzo, esistono tutta una serie di azioni che meritano di essere raccontate. Gesti che costruiscono un ponte col futuro (e con la pace), rivolti a quei cittadini che hanno lasciato il Paese (perlopiù donne e bambini) e all’accoglienza che si mobilita intorno a loro, per sopperire non solo ai fabbisogni materiali, ma anche a quelli emotivi ed educativi. È questo il contesto di riferimento da cui è partita la proposta progettuale “Io, Tu…Noi!”, presentata al Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020) dall’IC Vincenzo Pagani di Monterubbiano (FM). Il percorso didattico-educativo destinato agli alunni ucraini (e alle loro famiglie) è stato selezionato e l’Istituto ha coinvolto nella realizzazione diverse realtà pubbliche e private del territorio, tra le più significative per coerenza. Tra queste, il Centro The Tube dell’Associazione Mondo minore-Comunità di Capodarco, che dal 2019 intercetta i bisogni di una fascia d’età quanto mai delicata, fornendo supporto specifico per prevenire i fenomeni di dispersione scolastica e povertà educativa.

Le parole della dirigente scolastica dell’Istituto di Monterubbiano, Annarita Bregliozzi: “A seguito della richiesta di inserimento nelle nostre classi di circa 38 bambini e ragazzi ucraini, di età compresa dai 2 ai 14 anni, che hanno trovato ospitalità in due centri di accoglienza (Camping Lago Azzurro e Garden River) presenti nel Comune di Altidona (FM), a partire dal mese di aprile 2022, il nostro istituto è stato coinvolto con le insegnanti di classe in un percorso più strutturato di accoglienza e di integrazione dei minori ad oggi inseriti nelle sezioni delle scuole dell’infanzia e primarie di Altidona e Campofilone e della secondaria di Pedaso. Ma non è escluso che – qualora aumentino le richieste di iscrizione -, non siano coinvolti altri plessi di comuni limitrofi”. I bambini, prosegue la preside, “sono fuggiti dalle zone di guerra con tutto il carico di sofferenza che, con le loro famiglie, portano con sé nell’approccio alla nostra realtà”. Il progetto “Io, Tu… Noi” ha coinvolto esperti con interventi sia a scuola che nei luoghi di accoglienza che hanno dato tutto il supporto logistico e la collaborazione necessaria in sinergia con il Comune di Altidona e con quello di Campofilone. Le attività proposte “vanno dall’apprendimento della lingua italiana come L2 per gli ordini di scuola primaria e secondaria di primo grado, a cura dell’Associazione Nuova ricerca Res, alle attività ludico-educative a supporto di tutti gli ordini di scuola, a cura del Centro The Tube”. Il lavoro è stato impostato su un intervento che ha privilegiato il senso di appartenenza, che in questo caso può essere minato da nuovo contesto e sui vissuti di isolamento ed esclusione. L’integrazione sociale e la creazione di uno spazio condiviso di dialogo e racconto, il consolidamento della propria storia di vita e l’attivazione di tutte le risorse personali, sono solo alcuni degli obiettivi prefissi. “Se da un lato si favorisce l’apprendimento della lingua – prosegue Annarita Bregliozzi – nell’altro versante si promuove lo sviluppo di un contesto di accoglienza, la costruzione di un clima di sicurezza sia per i genitori che per i bambini reduci dall’espatrio. Molteplici le attività realizzate, sia a scuola, sia nei campeggi e nel territorio, anche in collaborazione con associazioni locali come la Polisportiva di Altidona, dove hanno potuto praticare lo sport o l’associazione Galee Sibilline con la quale sono state realizzate uscite di conoscenza del nostro territorio. Una vera e propria scuola di prossimità, che consente anche, a chi vuole, di continuare a frequentare le lezioni della scuola ucraina a distanza, alcuni giorni alla settimana, mentre nei restanti sono inseriti nelle nostre classi dove gradualmente si stanno ambientando. Soprattutto si sta creando gradualmente un clima di apprendimento sereno ed inclusivo, grazie al coinvolgimento di tutta la comunità educante, che si mobilita per affrontare insieme le più difficili sfide educative rendendosi disponibile a collaborare con le associazioni del Terzo settore coinvolte e a coordinarne le iniziative”.

Racconta Chiara Attorre, responsabile The Tube Fermo: “Abbiamo incontrato storie, di disabilità, di solitudini, di fatiche ma anche di tante risorse di gente che si coinvolge e che supporta perché queste persone creino un progetto di vita in una terra straniera o che ne facilitano il rientro se questo è ciò che desiderano. Le figure di Elio e Cristiano, proprietari dei campeggi, sono per queste persone punti di riferimento e mediatori. Noi abbiamo fornito servizi ai bambini dai 3 ai 14 anni e alle loro famiglie con attività a scuola e laboratori pomeridiani. Abbiamo anche tenuto conto di promuovere un atteggiamento di accoglienza e integrazione con i cittadini autoctoni. L’obiettivo è far sentire che il territorio offre possibilità e che nella narrazione della guerra e dell’espatrio si possano aggiungere storie di condivisione, nuove scoperte e amicizie. Il vero lavoro inizia adesso e il sipario non deve mai chiudersi”. Per questo, segnala Chiara Attorre, è stata allestita una mostra itinerante con le opere prodotte dai ragazzi durante il periodo di svolgimento del progetto di accoglienza. Lo scopo? Mantenere alto l’interesse, condividere l’esperienza e continuare a promuovere la conoscenza di tante storie e culture inclusive. (s.lup)

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Redazione Capodarco

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