Minori, al Terminal di Fermo il progetto di prossimità che vuole intercettare i bisogni dei giovani

Un luogo d’incontro che vuole intercettare e ascoltare i bisogni dei giovani del territorio, proponendo loro alternative positive attraverso attività educative di vario genere. Tutto questo è “The Terminal”, il nuovo progetto educativo di prossimità che ha come centro di azione lo spazio del Terminal […]

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minori, al terminal di fermo il progetto di prossimità che vuole intercettare i bisogni dei giovani

Un luogo d’incontro che vuole intercettare e ascoltare i bisogni dei giovani del territorio, proponendo loro alternative positive attraverso attività educative di vario genere. Tutto questo è “The Terminal”, il nuovo progetto educativo di prossimità che ha come centro di azione lo spazio del Terminal a Fermo e nasce dalla sinergia tra Comunità di Capodarco, Comune di Fermo, Ambito Territoriale XIX e il Dipartimento delle Dipendenze. Un’azione che mira a comprendere e indirizzare l’esigenza educativa, oltre ad essere punto di accesso alle altre progettualità che la rete sociale, sanitaria e culturale offre ai ragazzi: dagli sportelli di aiuto psicologico alla web radio, fino alle occasioni di formazione vera e propria, alle esperienze di servizio civile nazionale e europeo. Il progetto si articola in più momenti di attività sia estemporanei nei luoghi di ritrovo, ma anche strutturati secondo un percorso educativo e di orientamento. Scopo dell’iniziativa è anche quello di mappare i flussi giovanili del territorio tra la piazza e il terminal, un tracciamento etnografico al quale faranno seguito attività di aggancio con i gruppi di giovani presenti.

Presidio che va a colmare un bisogno educativo che, sul territorio, vede già in prima linea il centro “The Tube” dell’Associazione Mondo Minore della Comunità di Capodarco, sito a Piazza Sagrini a Fermo dove dal settembre 2019 intercetta i bisogni di una fascia d’età quanto mai delicata(11-17 anni), fornendo sul territorio risposte adeguate e supporto specifico per prevenire i fenomeni di dispersione e abbandono scolastico. Proprio una delle responsabili del centro, la psicoterapeuta Chiara Attorre, coadiuvata da educatori di strada, avrà il compito di osservare i ragazzi, avvicinarli e costruire con loro percorsi ed attività. Sulla scia del The Tube si è alimentata infatti la necessità di andare ad abitare i luoghi di ritrovo degli adolescenti, intercettando le loro pratiche quotidiane per poterli conoscere meglio, per poi proporre iniziative che riguardano singoli e gruppi. “L’esperienza del The Tube ha tracciato un bisogno, ha trovato una parte scoperta e fornito risposte serie: basti pensare che siamo partiti con una decina di ragazzi e arrivati in poco tempo a oltre sessanta – spiega il direttore della Comunità di Capodarco, Riccardo Sollini. “Spesso per gli adulti risulta molto difficile riuscire a comprendere il mondo adolescenziale, per cui l’unico modo che abbiamo è quello di starci, trascorrere del tempo con loro in modo da provare a intercettare i bisogni reali”.

“Spesso ci fissiamo sui problemi da affrontare – sottolinea il presidente della Comunità di Capodarco, Vinicio Albanesi –, ma anche i ragazzi più problematici intercettano immediatamente che qualcuno si prende cura di loro. L’urgenza di fornire risposte ai bisogni di questi ragazzi l’abbiamo proiettata sul territorio, comprendendo in anticipo che gli oratori e i luoghi di aggregazione dei nostri ragazzi stavano scomparendo e le famiglie avevano affinato le proprie valutazioni, chiedendo per i loro figli dei professionisti e dei percorsi educativi specifici”. Il periodo di riferimento del progetto “The Terminal” è annuale e durerà fino a Settembre 2022, la prima fase è quella dell’osservazione per scoprire gruppi e luoghi di aggregazione attraverso vari criteri quali la staticità o migrazione del gruppo, orari, l’eventuale presenza di altri luoghi e altri gruppi, età e nazionalità, presenza o assenza di genitori e situazioni di rischio. Da qui, si passerà dapprima alla costruzione di percorsi di rete condivisi, poi all’avvio di attività di aggancio e di avvicinamento attraverso le “silent room”, luoghi itineranti in cui poter chattare con i ragazzi e entrare nei loro ragionamenti, movimenti ed esigenze. Infine gli ultimi step riguardano la programmazione di attività in presenza (radio, produzione video, foto ecc..) e attività laboratoriali e promozionali in spazi strutturati del Fermano con i gruppi di ragazzi. Tutto questo farà da cornice ad una serie di iniziative per le politiche giovanili, che verranno implementate con il supporto di molte associazioni e professionisti del territorio. I laboratori pensati sono: Web Radio, Laboratori sulle Life Skill, Laboratori di Orientamento, Servizio Civile, Attività Informativa e turistica, Laboratori musicali, Meeting day e Bootcamp. (marco donzelli)

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Redazione Capodarco

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