La Comunità di Capodarco alla scoperta di Belmonte Piceno

Giovedì scorso un gruppo della Comunità di Capodarco di Fermo ha visitato il suggestivo centro di Belmonte Piceno. Un’occasione per far conoscere ai ‘comunitari’ le bellezze del piccolo borgo del Fermano che è, inoltre, il luogo di origine di Michele Mancinelli, un ragazzo di 34 […]

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la comunità di capodarco alla scoperta di belmonte piceno

Giovedì scorso un gruppo della Comunità di Capodarco di Fermo ha visitato il suggestivo centro di Belmonte Piceno. Un’occasione per far conoscere ai ‘comunitari’ le bellezze del piccolo borgo del Fermano che è, inoltre, il luogo di origine di Michele Mancinelli, un ragazzo di 34 anni che vive a Capodarco ormai da qualche anno. Michele con altri sei ospiti della struttura e tre educatrici, sono stati accolti dal Sindaco Ivano Bascioni che li ha accompagnati, tra un racconto e l’altro, nei luoghi più significativi di Belmonte. Tra questi il Museo Archeologico Comunale, dove trova posto una raccolta di manufatti, armi e gioielli, in bronzo e ambra, che racconta il popolo piceno, stanziatosi nel territorio in epoca arcaica. “Grazie al Sindaco e alla nostra guida Valentina, che ci hanno fatto scoprire le origini del mio Paese e fatto trascorrere una piacevole giornata- ha raccontato Michele Mancinelli. L’idea è nata per far conoscere a chi vive la realtà di Capodarco il territorio fermano e in particolare la storia di Belmonte, e per me che sono belmontese doc ha valore doppio questa giornata”. Dopo la visita al borgo medievale da dove ha potuto ammirare un bellissimo panorama che spazia a 360°, il gruppo ha concluso la giornata con un aperitivo organizzato dalla sorella di Michele presso la sua abitazione, un momento conviviale e di ricordi che è stato molto apprezzato da tutti. “È stata una gran bella giornata e ringraziamo Michele, sua sorella Simona per la piacevole sorpresa riservataci, e il Sindaco Bascioni per averci accolti”- affermano in coro Roberto Addazi e Roberto Del Bigio, presenti entrambi a Belmonte. “Abbiamo visitato il Museo ed è stata una bella sensazione rivedere tutte cose che ci mostravano a scuola, come gli elmi, armi e utensili dei Piceni. Il Paese è davvero bello, molto curato e abitato da gente molto disponibile”.

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Redazione Capodarco

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Come celebrare i 20 anni di vita (1999-2019) della Comunità San Girolamo di Fermo per persone con disagio psichico? La risposta non poteva che essere coerente con una delle idee guida della Comunità: ascoltare e ridare la parola a chi non viene (quasi) mai ascoltato da chi vive nel mondo dei cosiddetti «normali». Nella convinzione che non sia mai sufficiente «l’impegno che ciascuno di noi, come operatori e ancor prima come persone e cittadini di un contesto sociale, può esprimere allo scopo di amplificare le idee, i pensieri, le fantasie e tutto ciò che passa per la mente delle persone che vivono la malattia mentale ogni giorno. In quella stessa vita di cui noi siamo parte come operatori, famigliari, amici, semplici vicini di casa o passanti che le incrociano per strada » (dall’introduzione di Eugenio Scarabelli). In queste pagine si trovano gli esiti di un progetto di scrittura e di espressione di sé condotto per diversi mesi, dal 2017 alla fine del 2018. Ogni capitolo raccoglie una scelta dei testi nati nei laboratori di scrittura, riprodotti senza alcuna modifica rispetto agli originali, ed è preceduto da una breve introduzione, che non vuole affatto togliere la parola ai protagonisti, ma solo fornire qualche chiave di lettura anche a chi è profano rispetto al mondo del disagio psichico. Parole e pensieri rivolti a tutti, come scrive don Vinicio Albanesi nella prefazione al volume, «per mettersi in ascolto di storie segnate da una grandissima sofferenza», ma anche dalla fiducia in una vita che è sempre bella.

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