“Garantiamo la continuità affettiva”: nelle Comunità San Claudio e San Girolamo la stanza per pazienti e familiari

In tempi di pandemia la vita nelle strutture sanitarie è diventata particolarmente difficile anche a causa della solitudine e l’impotenza di malati e congiunti di fronte al muro che il virus ha costruito intorno a sé. Per rendere meno dolorosa questa condizione presso le Comunità San Claudio e San Girolamo, […]

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“garantiamo la continuità affettiva”: nelle comunità san claudio e san girolamo la stanza per pazienti e familiari

In tempi di pandemia la vita nelle strutture sanitarie è diventata particolarmente difficile anche a causa della solitudine e l’impotenza di malati e congiunti di fronte al muro che il virus ha costruito intorno a sé. Per rendere meno dolorosa questa condizione presso le Comunità San Claudio e San Girolamo, realtà residenziali legate alla Comunità di Capodarco di Fermo che accolgono persone con problematiche psichiatriche, sono stati predisposti degli spazi per accogliere i familiari dei pazienti e per farli incontrare con i loro congiunti ricoverati. Il Direttore sanitario delle due strutture, Francesco Sagripanti, racconta come è nata quest’idea: “Abbiamo pensato a come alleviare il senso di solitudine, di isolamento, la paura di sentirsi separati, senza legami familiari. La continuità assistenziale è una priorità che diamo per scontata quando pensiamo ad una Rsa o ad una Comunità per pazienti Psichiatrici. Ma non basta. Bisogna allargare la nostra mente e quindi il nostro vocabolario. Dobbiamo utilizzare una nuova categoria. Bisogna garantire la continuità affettiva. Dobbiamo sostituire i termini freddi e formali delle delibere regionali con una terminologia che contrasti con forza gli effetti separatori della pandemia. Ecco cosa intendiamo per continuità affettiva”.

Il dottor Sagripanti prosegue: “E’ la costante preoccupazione verso le necessità di ogni essere umano che soffre. Non bastano buone cure e procedure sanitarie a norma di legge. E’ necessario dare umanità alle norme, è necessario dare spazi per le emozioni, è necessario pensare e sentirsi “comunità” proprio quando la paura crea solitudine e isolamento”.

Da qui l’idea della stanza degli “affetti”: “In questi spazi – conclude il Direttore sanitario- grazie all’impegno del personale delle due strutture è stato possibile organizzare visite in presenza e in totale sicurezza e rispetto delle norme di prevenzione del contagio. I familiari accedono tramite un percorso ad hoc alle dependances separate dall’edificio principale dove possono vedere i loro familiari in uno spazio sicuro e accogliente organizzato per le visite natalizie e lo scambio dei regali. Un grazie particolare agli operatori delle due Comunità per la efficienza organizzativa e per il calore umano che caratterizza ogni loro gesto professionale”.

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Redazione Capodarco

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