“Welfare Italia”, rapporto Unipol-Ambrosetti: il 10% della classe media verso la povertà

“Anche la classe media sarà particolarmente colpita dalla crisi in atto: senza un intervento da parte dello Stato, la pandemia potrebbe determinare uno spostamento di oltre 1,6 milioni di famiglie dalla classe media (9,9% del totale) alla povertà e generare una perdita di reddito disponibile netto per […]

this.image.title
“welfare italia”, rapporto unipol ambrosetti: il 10% della classe media verso la povertà

“Anche la classe media sarà particolarmente colpita dalla crisi in atto: senza un intervento da parte dello Stato, la pandemia potrebbe determinare uno spostamento di oltre 1,6 milioni di famiglie dalla classe media (9,9% del totale) alla povertà e generare una perdita di reddito disponibile netto per tale classe di oltre 23,4 miliardi di euro”. È quanto si legge nel rapporto 2020 del think thank “Welfare Italia”, sviluppato dal Gruppo Unipol in collaborazione con The European House-Ambrosetti.

“La pandemia rischia concretamente di esacerbare le disuguaglianze presenti sul territorio nazionale”, prosegue la relazione. “Considerando che il paniere di beni e servizi necessari a ciascuna famiglia per il proprio basilare sostentamento mensile è di circa 1.100 Euro, la metà delle famiglie italiane non sarebbe in grado di autosostenersi per più di 5 mesi in assenza di un’integrazione e dovendo fare leva esclusivamente sui propri asset liquidabili. Una simile considerazione pone serie preoccupazioni relative alla diffusione della povertà assoluta”.

In questo contesto, “l’assenza di un intervento da parte dello Stato comporta il rischio di aumentare il numero di famiglie in questa condizione di fragilità di circa 3 volte. I minori, inoltre, sono tra le fasce della popolazione più a rischio: si stima infatti che i minori in povertà assoluta potrebbero aumentare anche dell’80%”.

Nel rapporto 2020 del think thank “Welfare Italia”, sviluppato dal Gruppo Unipol in collaborazione con The European House-Ambrosetti, emerge che “le fasce più vulnerabili saranno influenzate anche dalla crisi in seguito al Covid che riguarda il Terzo settore, attore essenziale nel sostegno della popolazione più in difficoltà. Tale settore vive di volontariato, convenzioni pubbliche (sempre più marginali a causa dei tagli degli ultimi anni) e donazioni, che durante l’emergenza Covid-19 si sono concentrate soprattutto sulle carenze del nostro sistema sanitario (aumentando del 30%)”. Mentre le donazioni verso il sistema sanitario sono incrementate, “quelle per le altre realtà del Terzo settore hanno subito una riduzione drammatica che ha determinato la chiusura di circa il 10% delle associazioni”. A causa di simili impatti sul Terzo settore, “le fasce più vulnerabili della popolazione saranno sempre più in difficoltà, private di un ulteriore elemento di sostegno in un momento di tale emergenza”.

A fronte di una crescente necessità di spesa e un elevato debito pubblico pregresso, “il rapporto debito/pil italiano potrebbe raggiungere livelli da “economia di guerra”: l’Italia ha già superato il picco della II Guerra mondiale (107,9%), mentre nel 2020 si potrebbe sfiorare il livello della I Guerra mondiale (160,5%). Se il modello di The European House – Ambrosetti aveva stimato un rapporto debito/pil intorno al 158,9%, il Governo ha previsto nella Nadef il raggiungimento del 158,0%”.

© Copyright Redattore Sociale/Agenzia DIRE

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Lettera da Capodarco n.5 – Dicembre 2012

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– Un uomo che non si dimentica
– Assistenza ai malati di sla: il “modello unico” di Capodarco
– In ricordo di Albano
– L’importanza di restare a “casa”. Fino alla fine
– Chiesa: l’occasione dell’anno della fede
– Il bosco finalmente pronto
– Duecento giornalisti nel Labirinto senza fili
– La disabilità in Messico… vista da Capodarco

Articolo

LA FINESTRA SULLA STRADA

Compiendo 70 anni, nel 2013 don Vinicio ha voluto scrivere un’autobiografia per ripercorrere le tappe salienti e decisive della sua esistenza. Dalla finestra della casa delle zie di Campofilone, un paesino delle Marche, inizia il racconto in prima persona di sette decenni vissuti intensamente, segnati dalle vicende della Comunità di Capodarco e da un’apertura progressiva ai problemi della società e della politica, ma anche da una ricerca spirituale senza sconti e facili scorciatoie.

Articolo

FEDE QUOTIDIANA

La società del benessere ha prodotto conseguenze negative nei comportamenti delle persone: idolatria del denaro, perdita di inferiorità, soggettivismo, angoscia, indifferenza… a svantaggio della fede. E rimangono vive le domande sulla vita: l’origine dell’uomo, il futuro, la felicità, il senso del vivere gli altri… Il libro nasce dall’esigenza di formulare domande e di dare risposte partendo dal vissuto. Il metodo è quello della parabola: un linguaggio graduale, paziente, tollerante, che lascia a Dio la risposta definitiva

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.