Elezioni Marche. A Capodarco i candidati presentano le ricette per la Regione del futuro

Si è tenuto questo pomeriggio presso la terrazza della Comunità di Capodarco di Fermo il primo confronto tra i candidati presidenti della Regione Marche, al quale hanno preso parte sette degli otto aspiranti Governatori regionali in vista delle elezioni del 20 e 21 settembre prossimi. […]

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elezioni marche. a capodarco i candidati presentano le ricette per la regione del futuro

Si è tenuto questo pomeriggio presso la terrazza della Comunità di Capodarco di Fermo il primo confronto tra i candidati presidenti della Regione Marche, al quale hanno preso parte sette degli otto aspiranti Governatori regionali in vista delle elezioni del 20 e 21 settembre prossimi. Il numero elevato di candidati ha reso inevitabilmente lento il ritmo del dibattito, moderato dal direttore di La7 Enrico Mentana e organizzato dal Centro Studi G.B. Carducci e dalla Comunità di Capodarco, che ha richiamato numerose autorità politiche e istituzionali del territorio tra cui il Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, il direttore di Area Vasta 4 Licio Livini, la presidente della Provincia di Fermo Moira Canigola e l’assessore regionale Fabrizio Cesetti. Presente tra il pubblico anche l’imprenditore e patron del gruppo Tod’s Diego Della Valle. A fare gli onori di casa il presidente della Comunità di Capodarco, Vinicio Albanesi: “Lo scopo di questo incontro è ascoltare, è importante conoscere le prospettive che ciascuna coalizione offre ai cittadini. Abbiamo bisogno di coesione perché la nostra Regione è sconosciuta e spesso ci confondono con Abruzzo e Umbria. E poi non abbiamo un volto. Abbiamo sanità, industria, turismo, le Università, ma non riusiamo a fare corpo. Da ultimo – ha concluso Albanesi – c’è una frattura tra Marche nord e Marche sud, è una questione aperta da tempo e il mio augurio è che a prescindere dalla vittoria che ci sia coesione aldilà delle differenze che ciascuno porta”.

CANDIDATI E TEMI

Presenti sul palco Annarita Iannetti, Movimento 3V, Sabrina Banzato di Vox Italia Marche, Roberto Mancini con la lista Dipende da noi, Francesco Acquaroli per la coalizione di centrodestra, Gian Mario Mercorelli del Movimento 5 Stelle, Fabio Pasquinelli del Partito comunista e il candidato della coalizione di centrosinistra Maurizio Mangialardi. Diversi i temi di confronto sviluppati dai candidati sul futuro delle Marche, da quelli più generali come i vaccini e il Covid-19 a quelli più strutturali e cruciali per il futuro della regione come le infrastrutture, la ricostruzione post sisma e la riorganizzazione sanitaria. Su quest’ultimo tema il discorso affrontato è oscillato sulla necessità di trovare un giusto equilibrio tra un approccio pubblico e gli spazi del privato, incalzati da Enrico Mentana i candidati hanno provato a dare le loro ricette. Per il 5 Stelle Mercorelli la “sanità deve essere rigorosamente pubblica” citando Israele e la sanità dentro casa con le autodiagnosi. Per Acquaroli “serve un confronto serrato sui territori, per programmare un modello di sviluppo differente, ridando un ruolo ai sindaci e ai medici di famiglia. Dobbiamo evitare lo spopolamento interno, dando i servizi essenziali”. Mangialardi sulla linea della continuità rilanciando con la necessità di nuovi presidi: “Se cambierà il decreto Balduzzi serve una riorganizzazione in ottica interregionale. Il Covid è stato lo stress test, ha ribadito che serve più medicina del territorio, andando oltre gli ospedali. La prima Usca è nata nelle Marche ma sia chiaro che gli ospedali nuovi servono, partiamo da Fermo, Amandola e arriveremo a Pesaro e Ascoli Piceno”.

Infine si è parlato di infrastrutture e della necessità di rendere le Marche una regione sempre più accessibile e raggiungibile, anche in ottica di opportunità e di nuove tecnologie. Mercorelli punta “sulla riorganizzazione della sanità in un sistema vallivo”. Per Acquaroli cruciale è l’alta velocità sulla dorsale adriatica e poi la Orte – Roma. Per Mangialardi l’A14 e poi la Salaria e la Fano – Grosseto. Secondo Mancini poi “siamo in una condizione di abbandono, qui non c’è alcun Leonardo da Vinci” aggiungendo che “il vero pericolo è la sfiducia radicale delle persone: ricostruiamo la fiducia democratica”.

APPELLO FINALE

Il confronto come da routine si è concluso con il classico appello al voto dei candidati. Per Sabrina Banzato, “siamo nuovi, siamo contro il neoliberismo e contro i risultati di oggi. Combattiamo la corruzione e lottiamo per essere liberi di conoscere e scegliere”. Iannelli: “Per noi le Marche sono l’inizio del cambiamento. Noi interpretiamo la vita in modo diverso, siamo ricercatori e scienziati che già nella loro vita hanno cambiato, scegliendo una vita in cui il contatto con la natura è diretto”. Pasquinelli: “Votatemi perché noi possiamo riportare in campo nelle Marche il punto di vista dei lavoratori e dei produttori, chi produce la ricchezza del paese e non vede un ritorno in servizi e opportunità”; per Mercorelli “siamo gli unici ad avere le mani libere, quelli che non ripresentano sempre gli stessi. Non siamo ruffiani, noi rinnoviamo con il fare”. Acquaroli: “C’è un sistema di potere che ha bisogno di una alternativa che sappia sburocratizzare e dare le risposte che i cittaidni aspettano da decenni. Non è solo l’elenco di cose, ma una ricostruzione sistemica”. Mangialardi: “Non siamo una regione del terzo mondo, serve solo uno scatto in avanti. E questo lo fanno le persone capaci che sanno leggere l’energia imprenditoriale della regione, che sanno valorizzare quattro università, che sanno usare al meglio le risorse in arrivo. Abbiamo le condizioni per diventare sempre più competitivi, facendo tesoro dei progetti avviati e bloccando il consumo del suolo per lasciare la bellezza intatta; per Mancini infine “né indifferenza, né delega: chi mi vota sappia che sarà coinvolto. Partecipazione, ascolto e rispetto etico è il metodo con cui lavorerà Dipende da noi”.

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Redazione Capodarco

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