Comunità Capodarco di Roma: “tempi non facili e misure straordinarie”

 “Tempi non facili quelli del coronavirus per la nostra Comunità come per tante organizzazioni, famiglie, persone che si misurano quotidianamente con i complessi problemi della disabilità”. E’ l’inizio della riflessione che Augusto Battaglia, responsabile della Comunità di Capodarco di Roma, rivolge a quanti ruotano intorno alla realtà romana, Battaglia racconta […]

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comunità capodarco di roma: “tempi non facili e misure straordinarie”

La Compagnia Butterfly della Comunità Capodarco di Roma in uno spettacolo di qualche anno fa

 “Tempi non facili quelli del coronavirus per la nostra Comunità come per tante organizzazioni, famiglie, persone che si misurano quotidianamente con i complessi problemi della disabilità”. E’ l’inizio della riflessione che Augusto Battaglia, responsabile della Comunità di Capodarco di Roma, rivolge a quanti ruotano intorno alla realtà romana, Battaglia racconta come è stata affrontata l’emergenza, come si sono organizzati i vari servizi e soprattutto, cosa è cambiato nella loro quotidianità e quale è stato l’impegno per evitare l’isolamento.

TEMPI DIFFICILI

“Tempi non facili quelli del coronavirus per la nostra Comunità come per tante organizzazioni, famiglie, persone che si misurano quotidianamente con i complessi problemi della disabilità. Evitare contagi, mettere in sicurezza le persone accolte, come gli operatori ed i volontari, ha richiesto, in linea con le disposizioni regionali, misure straordinarie, in primo luogo il blocco dei servizi ambulatoriali e domiciliari, come anche delle attività riabilitative diurne e dei laboratori sociali.

Misure straordinarie di non poco conto anche per gli ospiti delle nostre residenze e case famiglia. Disinfezione costante degli ambienti, controlli medici e misurazione quotidiana della temperatura corporea, distanze di sicurezza, ma soprattutto uno straordinario impegno di tutti gli operatori che dotati di mascherine, camici ed altre necessarie protezioni garantiscono comunque assistenza, socialità e una buona qualità della vita ai tanti accolti. Un impegno non da poco nell’assistere persone con disabilità psicofisiche che, non potendo ricevere in questa fase visite da amici e familiari, non potendo uscire di casa, vivono una condizione di crescente disagio.

NON LI LASCIAMO SOLI

Ma anche in questo difficile frangente non abbiamo voluto lasciare sole le tante e tante persone e famiglie che seguiamo con i nostri servizi. A partire da quei tanti bambini che necessitano di quotidiane attività riabilitative, educative e sociali, tutte situazioni di oggettiva fragilità che hanno posto con forza la necessità di garantire, anche per via telematica, continuità terapeutica ed un supporto anche ai genitori  in un momento di grande sovraccarico, fisico e psicologico.

Non meno impegnativo il lavoro quotidiano, il rapporto a distanza con i tanti ragazzi e ragazze che frequentavano quotidianamente i servizi semiresidenziali, assistenziali, formativi ed i laboratori sociali. Counseling telefonico sia con loro che con i genitori, videochiamate con piccoli gruppi in whatsapp e con gruppi più numerosi con Jitsi Meet. Messaggi e non solo con una piattaforma dedicata che consente di inviare e ricevere video, disegni, narrazioni, schede didattiche e di impegnare i ragazzi in giochi cognitivi e lavoro in casa.

ATTENZIONE A NON ABBASSARE LA GUARDIA

In momenti così duri e difficili, che inevitabilmente determineranno un danno anche economico per la nostra associazione come per tutto il Terzo Settore, riteniamo che non si debba comunque abbassare la guardia. Sono infatti le fasce più disagiate della società che soffrono più degli altri le difficoltà del momento. Anche per questo in questa difficile stagione non potrà mancare il nostro sostegno alle tante persone e famiglie che da Tor Bella Monaca a Statuario, da Grottaferrata alla Mistica, a Laurentino 38, dalle persone con disabilità agli amici del vicino Campo Rom della Barbuta, hanno trovato in tutti questi anni nella nostra Comunità un solido sostegno”.

l'autore

Redazione Capodarco

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