Dalla coltivazione all’interazione con i cittadini: curiamo tutto nell’orto urbano

Lo sviluppo e la crescita dell’orto urbano di Via degli Orlandi a Fermo, progetto nato nel 2013, vede protagonisti, da ottobre 2019, anche i pazienti della Comunità San Girolamo, realtà legata alla Comunità di Capodarco di Fermo che accoglie persone con disagio psichico. Il tutto […]

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dalla coltivazione all’interazione con i cittadini: curiamo tutto nell’orto urbano

Lo sviluppo e la crescita dell’orto urbano di Via degli Orlandi a Fermo, progetto nato nel 2013, vede protagonisti, da ottobre 2019, anche i pazienti della Comunità San Girolamo, realtà legata alla Comunità di Capodarco di Fermo che accoglie persone con disagio psichico. Il tutto grazie alla collaborazione con il circolo fermano di Legambiente, che gestisce lo spazio situato dietro Porta San Giuliano.

L’iniziativa rientra nelle attività annuali programmate dalla Comunità San Girolamo con l’obiettivo di alimentare i processi di integrazione dei pazienti con l’esterno, attraverso un contatto diretto con la natura e la comunità locale. Periodicamente, quattro persone, accompagnate da un educatore, contribuiscono a rendere sempre più bello e accogliente questo spazio frequentato da chi, abitando in città, desidera stare a contatto con la natura.

Dalla coltivazione e messa a dimora di piantine all’irrigazione, passando per la lavorazione di manufatti in legno, fino all’interazione con i cittadini: diverse sono le attività che gli ospiti della San Girolamo portano avanti nelle circa tre ore che trascorrono all’interno dello spazio. Quello dell’orto sociale è un progetto educativo, formativo e terapeutico che vede diversi soggetti coinvolti (cinque anni fa questo spazio ospitò un lungo corso di permacultura tenuto da un giovane socio Auser, da lì alcune persone conobbero l’orto come un luogo sociale).

“Abbiamo accolto quest’iniziativa con molto entusiasmo- spiega Antonio, educatore della Comunità – perchè si va ad aggiungere alle molteplici attività relazionali e riabilitative con supporto psicologico che portiamo avanti, oltre ai laboratori artigianali, di scrittura, di yoga della risata, ippoterapia, nuoto e nordic walking. Lo scopo è proprio quello di favorire i processi di integrazione degli ospiti con l’esterno, ed abbiamo notato che in loro c’è una grande soddisfazione quando si rendono conto di riuscire a svolgere autonomamente questo tipo attività a contatto con la natura”.

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Redazione Capodarco

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