Il docu-film “Un’utopia che si fa storia” sarà proiettato a Castrovillari il 10 marzo 2017

#Capodarco50. Il docu-film “Un’utopia che si fa storia. La Comunità di Capodarco” realizzato da Roberto Fittipaldi (autore di testi e interviste) e Maria Amata Calò (regista), sarà presentato e proiettato il 10 Marzo a Castrovillari (CS) presso il Teatro Sybaris (ore 17.30). Seguirà un dibattito […]

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il docu film “un’utopia che si fa storia” sarà proiettato a castrovillari il 10 marzo 2017

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#Capodarco50. Il docu-film “Un’utopia che si fa storia. La Comunità di Capodarco” realizzato da Roberto Fittipaldi (autore di testi e interviste) e Maria Amata Calò (regista), sarà presentato e proiettato il 10 Marzo a Castrovillari (CS) presso il Teatro Sybaris (ore 17.30). Seguirà un dibattito a più voci su “La solidarietà ha trovato casa”, presenti gli autori, don Vinicio Albanesi (Comunità di Capodarco), don Giacomo Panizza (Comunità di Capodarco ‘Progetto Sud’) e Carla Chiaramoni (Agenzia Redattore sociale). Conclusioni del Vescovo di Cassano, don Francesco Savino

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Redazione Capodarco

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Lettera da Capodarco n.5 – Dicembre 2012

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– Un uomo che non si dimentica
– Assistenza ai malati di sla: il “modello unico” di Capodarco
– In ricordo di Albano
– L’importanza di restare a “casa”. Fino alla fine
– Chiesa: l’occasione dell’anno della fede
– Il bosco finalmente pronto
– Duecento giornalisti nel Labirinto senza fili
– La disabilità in Messico… vista da Capodarco

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UNA STORIA UNICA

“Diversi fra i diversi”, così Marisa definisce Maria Pia. Il giudizio sulle diversità non è sempre soltanto un giudizio sullo stato delle cose ma può essere usato anche come giustificazione dell’emarginazione che grava su coloro che sono oggetto di tale giudizio. La diversità dell’altro può essere accolta con paura, rifiuto e diffidenza da coloro che non si considerano diversi. I disabili fisici possono essere accolti in modo negativo dalla società e, allo stesso modo, uno schizofrenico come Maria Pia può essere accolto in maniera negativa da una una comunità di disabili fisici. Una “diversa tra i diversi” Maria Pia, una “diversa” che tuttavia, in questa comunità, ha trovato tanti riferimenti affettivi e tanto amore.

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IL DIO DELLA COMPAGNIA

Non si può leggere questo libro di don Vinicio Albanesi, senza sentirsi pesantemente tirati in ballo, messi di fronte alla propria cattiva coscienza. Eppure, una volta riconosciuta la forza scioccante di una scrittura che non ha tempo da perdere, credenti e non credenti possono leggere questo libro per il solo piacere di udire le parole risuonare, secche, precise, ciascuna con il coraggio del suo significato. Forse perché don Albanesi conosce la potenza delle parole e confida che la loro bellezza indichi a chiunque, anche a chi non è suo compagno di strada, la necessità di ascoltare.

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