Nuove dipendenze, l’esperienza innovativa di Capodarco raccontata in un Master

L’approccio innovativo della Comunità terapeutica Arcobaleno di Capodarco raccontato al “Master Addiction e comportamenti a rischio” organizzato dal Centro di formazione Co.Ge.S in collaborazione con la Scuola di specializzazione in psichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Progetto Uomo che si terrà dal 24 […]

this.image.title
il 5 settembre la comunità terapeutica “l’arcobaleno” cambia casa

L’approccio innovativo della Comunità terapeutica Arcobaleno di Capodarco raccontato al “Master Addiction e comportamenti a rischio” organizzato dal Centro di formazione Co.Ge.S in collaborazione con la Scuola di specializzazione in psichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Progetto Uomo che si terrà dal 24 febbraio 2017 al 2 febbraio 2018 in diverse sedi tra Mestre, Venezia e Verona.

Obiettivo del master, spiegano gli organizzatori, è quello di “aggiornare e fornire conoscenze sui nuovi scenari favorire cambiamenti di percezioni e credenze, fornire competenze per affrontare la crisi attuale, gestire il cambiamento, progettare e guidare gli scenari futuri”.

Destinatari: soprattutto terapeuti, operatori, formatori, decisori, ricercatori che avranno la possibilità di incontrare esperti italiani e stranieri attivi nella clinica e terapia, nelle reti del volontariato sociale, comunità e centri di ricerca.

L’esperienza di Capodarco di Fermo, raccontata nel modulo “Approcci innovativi in comunità terapeutiche” si terrà il 27 novembre 2017 a Mestre (Viale San Marco, 172). Sul tema interverranno Alberto Bottaro, psicologo psicoterapeuta, docente e direttore del Centro Soranzo a Venezia, per parlare del metodo Soranzo, e Riccardo Sollini responsabile dell’Arcobaleno e consigliere della Comunità di Capodarco di Fermo, per parlare del lavoro con i giovani in comunità.

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

Lettera da Capodarco n.1 – Aprile/Maggio 2010

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– Politiche sociali: le critiche e le iniziative
– Un manuale e una ricerca sul “modello” di Capodarco
– Riabilitazione: la nuova sfida si chiama SLA
– Notizie dai servizi
– Rinasce il bosco
– Comunità in festa il 26 e 27 giugno

Articolo

I TRE MALI DELLA CHIESA IN ITALIA

Dopo Manca il respiro di Xeres-Campanini, Àncora bissa con I tre mali della Chiesa in Italia di don Vinicio Albanesi, perseguendo nella volontà di approfondire con onestà il profondo malessere in cui versa la religiosità e suggerire possibili vie d’uscita. Questa volta la riflessione su “una comunità cristiana che non regge gli sviluppi della vita delle persone e del mondo, chiusa nello sconforto di speranze sistematicamente deluse o aggrappata a tendenze intransigenti” parte da una prospettiva particolare: l’esperienza in prima linea di don Vinicio Albanesi

Articolo

Lettera da CAPODARCO n.0 – Settembre 2025

Dopo un lungo periodo di silenzio ci siamo convinti a riprendere in mano Lettera da CAPODARCO, il periodico realizzato dalla Comunità di Capodarco che, fino al 2013, ha raccontato la vitalità e la forza del pensiero che quotidianamente accompagna il nostro agire. Proponiamo una pubblicazione semestrale con una nuova veste grafica. Esplorerà le tematiche sociali più rilevanti con un approccio attuale e riflessivo e un grande obiettivo: “riaprire il dialogo”.

In questo numero: Accogliere (editoriale di don Vinicio Albanesi) – Ricordo di Don Franco – Etno-accoglienza – Fare squadra – L’etica del lavoro – Educatori di strada – Una storia di “confine” – L’affido raccontato da Pinocchio – Custodire l’incertezza. Le Rubriche: L’Assurdo – Dimmi di PSì  – Racconti MAGGIci – Fare Comunità

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.