“Affido sine die e tutela dei minori”, a 40 anni dalla legge 184 proviamo a fare il punto. Tra la realtà, i principi teorici e il futuro

In Italia sono oltre 26mila i minori fuori dalla famiglia, di cui quasi 13mila in affidamento familiare a singoli, famiglie e parenti. La norma sull’affido ha 40 anni, era il 4 maggio del 1983 quando la legge 184 che sancisce il diritto di ogni minore […]

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“affido sine die e tutela dei minori”, a 40 anni dalla legge 184 proviamo a fare il punto. tra la realtà, i principi teorici e il futuro

In Italia sono oltre 26mila i minori fuori dalla famiglia, di cui quasi 13mila in affidamento familiare a singoli, famiglie e parenti. La norma sull’affido ha 40 anni, era il 4 maggio del 1983 quando la legge 184 che sancisce il diritto di ogni minore a crescere in una famiglia veniva approvata. Un tema delicato, difficile, essenziale quello della cura di ogni bambino, per questo l’Associazione Mondo Minore della Comunità di Capodarco di Fermo ha deciso di promuovere per venerdì 20 ottobre un incontro in cui confrontarsi con esperti. “Affido sine die e tutela dei minori. Tra realtà e principi teorici, con uno sguardo al futuro” è il titolo del convegno patrocinato dal Comune di Fermo e in fase di accreditamento presso l’Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche.

Alcuni dati – Se nel biennio 2018-2019 il numero di bambini e ragazzi (0-17 anni) in affidamento familiare (al netto dei Msna-Minori stranieri non accompagnati) aveva mostrato una diminuzione tale da attestare i casi sopra le 13mila unità (erano oltre 14mila nel 2017), nel 2020 si registra un ulteriore calo oltre tale soglia al punto che gli affidi risultano 12.815, un valore che rappresenta l’1,4 per mille della popolazione minorile residente in Italia”. E’ il quadro della realtà al 31/12/2020 che emerge dagli esiti della rilevazione coordinata dei dati in possesso delle Regioni e Province autonome, pubblicati nel report numero 53 dei Quaderni della ricerca sociale “Bambini e ragazzi in affidamento familiare e nei servizi residenziali per minorenni”. L’attività di monitoraggio è realizzata dall’Istituto degli Innocenti di Firenze nell’ambito di un accordo pluriennale con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per quanto concerne le classi d’età le più rappresentate risultano essere “la fascia 11-14 con un’incidenza del 30% e la fascia 15-17 anni (28%) che pone con forza il tema dell’adeguato accompagnamento verso percorsi di autonomia da costruire tempestivamente prima del raggiungimento del diciottesimo anno di età”. Un bambino o adolescente su cinque di quanti sono in affidamento familiare, è di cittadinanza straniera. Le Marche insieme alla Liguria e al Piemonte, in relazione alla popolazione minorile residente, sono le regioni in cui risulta più attivato l’affidamento familiare con valori pari o superiori ai due casi per mille. Bambini e adolescenti in affidamento familiare nelle Marche al 31/12/2020 per classi di età: 0-2anni (6,3%); 3-5anni (11,8%); 6-10anni (27,3%); 11-14anni (31,0%); 15-17anni (23,6%).

Nel 2020 si stimano in 13.408 i bambini e ragazzi di 0-17 anni accolti nei servizi residenziali per minorenni (al netto dei Msna). “La distribuzione territoriale dei tassi di accoglienza dei bambini e dei ragazzi allontanati dal nucleo familiare di origine e collocati nei servizi residenziali per minorenni evidenzia una certa eterogeneità regionale: si oscilla dai valori prossimi al 3 per mille in Liguria a valori sensibilmente inferiori all’1 per mille in Valle d’Aosta, Marche, Umbria, e Calabria”. Il più alto rischio di accoglienza nei servizi residenziali per minorenni si rileva nella tarda adolescenza, evidenzia il monitoraggio, “la distribuzione di frequenza si polarizza nella classe d’età più alta dei 15-17” che copre quasi la metà (45%) dei presenti a fine anno (erano il 31% nel 1998).

L’Associazione Mondo Minore è stata fondata nel 1999 per dare una risposta specifica alle tematiche del disagio minorile. Da una prima comunità familiare se ne è aggiunta una seconda, poi due comunità educative e una comunità alloggio, affiancate dalla costituzione di una rete di famiglie affidatarie: strutture e forme di accoglienza diverse ma coordinate tra loro. L’obiettivo è la tutela e la presa in carico di minori e adolescenti in situazioni di disagio materiale o a rischio educativo, ragazze in difficoltà e ragazze madri anche con disturbo psicologico oltre che sociale. Ad oggi la realtà comprende due comunità educative la “Comunità Sant’Anna” e “Casa Maddalena”, una “Rete di Famiglie Affidatarie” che accoglie famiglie che hanno bambini in affidamento o che si accingono ad averne o semplicemente sono interessate a questo mondo e il Centro educativo territoriale per ragazzi “The Tube”.

Il coordinatore della Rete delle Famiglie Affidatarie, Alessandro Vella, suggerisce di leggere con molta attenzione i numeri, spesso controversi: “La raccolta stessa dei dati sull’affido non viene fatta in modo sistematico – spiega -. Mentre nelle comunità c’è l’Istat che annualmente gestisce i dati delle accoglienze, per gli affidi familiari questo non accade, quindi troviamo cose a macchia di leopardo con dati calcolati a spanne”. All’appuntamento di venerdì 20 ottobre 2023 presso la Comunità di Capodarco di Fermo (via Vallescura 47 – Ore 9.00-13.00) interverranno: Vinicio Albanesi (presidente della Comunità di Capodarco); Marco Chistolini (psicologo e psicoterapeuta familiare, già giudice onorario e autore di numerose pubblicazioni sui temi dell’affido e dell’adozione); Alessandro Ranieri (coordinatore Ambito territoriale sociale di Fermo); Stefano Ricci (già dirigente presso la Regione Marche nel settore socio-sanitario e co-fondatore della Rete delle Famiglie Affidatarie della Comunità di Capodarco di Fermo). Modera Alessandro Vella. Evento gratuito.

Per informazioni e iscrizioni info@mondominore.it.

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Redazione Capodarco

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