Anche l’associazione Mondo Minore della Comunità di Capodarco al ciclo d’incontri sull’affido familiare

FERMO – L’accoglienza e il prendersi cura di minori nell’esperienza dell’affido familiare. È la realtà raccontata nell’ultimo incontro “Narrare l’accoglienza… mi prendo cura di te”, ciclo di appuntamenti organizzato dalle famiglie affidatarie del territorio che si sono costituite in associazioni (Mondo Minore, Famiglie per l’accoglienza […]

this.image.title
anche l’associazione mondo minore della comunità di capodarco al ciclo d’incontri sull’affido familiare

affidofamiliareFERMO – L’accoglienza e il prendersi cura di minori nell’esperienza dell’affido familiare. È la realtà raccontata nell’ultimo incontro “Narrare l’accoglienza… mi prendo cura di te”, ciclo di appuntamenti organizzato dalle famiglie affidatarie del territorio che si sono costituite in associazioni (Mondo Minore, Famiglie per l’accoglienza e Famiglia Sociale), dagli Ambiti sociali XIX e XX e dai Consultori dell’Area Vasta 4.
Ultimo appuntamento in programma: venerdì 30 maggio alle ore 21,15 presso il Teatro comunale di Porto San Giorgio, con lo spettacolo teatrale Serenata al Piccolo Principe – 70 anni e più di ingenua saggezza, liberamente ispirato da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupery, da un’idea di Marco Nocchi con la regia di Barbara Mancini. Gli incontri, aperti a tutti, offrono la possibilità di conoscere e sostenere l’affido familiare e, dopo un percorso formativo e informativo, decidere di fare un gesto d’amore e solidarietà accogliendo temporaneamente un minore in difficoltà nella propria crescita affettiva ed educativa.

Un pubblico attento e partecipe ha potuto ascoltare, venerdì 9 maggio nella Sala dei Ritratti di Palazzo dei Priori, le esperienze narrate da Rosanna Serio, vicepresidente nazionale dell’Associazione Famiglie per l’Accoglienza, che ha presentato il suo libro Affido: una famiglia per crescereMamma di tre bambini, Rosanna Serio ha raccontato le sue due storie di affido familiare. Parole preziose per le numerose famiglie affidatarie presenti, che hanno potuto interagire con la vicepresidente di Famiglie per l’accoglienza e far tesoro dell’esperienza di un ragazzo affidatario, che ha raccontato le difficoltà e le conquiste di una vita in affido prima e della scelta successiva di diventare – a sua volta – padre affidatario. Storie di vita che hanno restituito alla platea consigli per affrontare l’esperienza dell’affido familiare. Al dibattito è intervenuto anche Massimo Valentini, presidente dell’associazione Famiglie per l’accoglienza di Porto San Giorgio, focalizzandosi sull’importanza del rapporto con la famiglia di origine che non deve essere mai negato al minore affidatario, anche in situazioni di difficoltà.

«Da un punto di vista educativo e affettivo l’affido rappresenta un’esperienza edificante – ha sottolineato Silvana Zechini, assessore ai Servizi sociali – e fondamentali sono il ruolo delle istituzioni, l’azione delle associazioni e il lavoro quotidiano delle famiglie. La serata è stata occasione di riflessione sul collegamento tra i cicli di vita del bambino e le dinamiche affettive che si possono sviluppare». Daniela Alessandrini, dirigente del settore Servizi sociali del Comune di Fermo e Presidente dell’Ambito XIX, ha aggiunto: «La programmazione di questi incontri avviene nell’ambito di una co-progettazione nella quale l’ente locale si avvale delle risorse che il territorio esprime. È possibile fare accoglienza e esperienza di affido solo c’è il supporto da parte dell’ente pubblico: le famiglie non si devono sentire sole».

Per informazioni, Ufficio Comunicazione Comune di Fermo, tel. 
0734/284304, 
349/4663584, 
comunicazione@comune.fermo.it.

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

ANZIANI DEPORTATI

La chiusura delle Rsa, così come attualmente concepite, nell’arco dei prossimi sei anni, e la contemporanea creazione di strutture di tipo familiare caratterizzate da un massimo di 15 posti. Sono le due principali proposte illustrate da don Vinicio Albanesi, in un e-book che raccoglie la sua riflessione sul tema della gestione della terza età all’indomani della grave crisi che ha colpito le Residenze sanitarie assistenziali durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il presidente della Comunità di Capodarco si dice convinto della necessità di cambiare radicalmente la gestione della terza età, superando la tendenza all’istituzionalizzazione e cercando in ogni caso di favorire la permanenza in casa delle persone anziane. “L’epidemia, con le migliaia di morti dentro le Rsa, ha mostrato chiaramente – argomenta don Albanesi – i limiti terapeutici ed esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere: occorre cambiare approccio, senza far prevalere la logica del risparmio”.

Articolo

FRAMMENTI DI SOLITUDINE. Storie e pensieri di figli della Comunità di Capodarco

Cosa significa essere “figli” della Comunità di Capodarco, e cosa comporta crescere in un ambiente come quello? Dallʼinfanzia trascorsa allʼinterno di Capodarco alla vita adulta votata ad aiutare gli altri, anche in Paesi esteri come Tanzania e Albania, Riccardo Sollini analizza quanto e con quale entità la vita di comunità abbia influito sulla sua crescita e sulla sua realizzazione come uomo e come essere umano. Una riflessione toccante e intima che, avvalendosi anche delle preziose testimonianze di altri “figli”, analizza senza banalizzarla unʼesperienza che in lui, quanto negli altri, ha acceso luci ma ha anche lasciato altrettante ombre.

Articolo

ADOLESCENTI. Tra adulti egocentrici, futuro incerto e ricerca di benessere

Che fine ha fatto l’adolescenza o meglio, dove sono i nostri ragazzi, cosa pensano, come hanno vissuto questi ultimi anni e soprattutto, cosa chiedono e di cosa hanno bisogno? Figli di un mondo individualistico, con un futuro a progetto, alla ricerca spasmodica di like, connessi ma soli, immersi in una realtà sempre più social che mescola false notizie a quelle vere. Eppure, così desiderosi di esserci, di diventare protagonisti del proprio percorso di vita. “Generazioni abbandonate ad un confine virtuale più che umano, in cui il nostro mondo adulto-centrico ha narrato storie in linguaggi e con tempi non adeguati”. Un contributo di approfondimento e analisi di chi, come la Comunità di Capodarco di Fermo di cui l’autore è direttore, prova da sempre a pensare risposte concrete e nuove.

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.