Covid-19 e minori: aumenta la povertà in Italia e nel mondo

Rischiano di diventare più poveri e vulnerabili, di essere privati di beni e opportunità essenziali per la loro crescita, di essere tagliati fuori dalla scuola e dalla possibilità di sviluppare capacità e competenze educative. Sono i milioni di bambini e bambine, in Italia e nel […]

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minori, arrivano le linee di indirizzo per l’affidamento familiare e quelle per l’accoglienza nei servizi residenziali

Rischiano di diventare più poveri e vulnerabili, di essere privati di beni e opportunità essenziali per la loro crescita, di essere tagliati fuori dalla scuola e dalla possibilità di sviluppare capacità e competenze educative. Sono i milioni di bambini e bambine, in Italia e nel resto del mondo, che sulla loro pelle portano le ferite profonde e in molti casi indelebili delle devastanti conseguenze socio-economiche della pandemia da Covid-19. “Bambine e bambini che rischiano di essere lasciati indietro per sempre e che si vedono strappare dalle mani l’infanzia che hanno il diritto di vivere e il futuro che sognano di costruirsi”. L’allarme per una generazione che rischia di perdersi arriva da Save the Children, che diffonde oggi il suo nuovo rapporto ”Proteggiamo i bambini. Whatever it takes”, sull’impatto della pandemia sui bambini e sugli adolescenti, in occasione del lancio della nuova campagna Proteggiamo i bambini per dare cibo, scuola e protezione a tanti bambine e bambini, in Italia e nel mondo, colpiti dal devastante impatto socio-economico della pandemia. Una campagna grazie alla quale l’organizzazione vuole fare ancora di più, dalle periferie italiane agli angoli più remoti del pianeta, per stare accanto ai bambini e alle loro famiglie (una campagna che tutti possono sostenere inviando un sms o chiamando da rete fissa il 45533 sino al 31 dicembre)..

E sono tanti anche i volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura che hanno voluto unire la loro voce a quella di Save the Children a sostegno della campagna Proteggiamo i bambini. A partire dall’attore Cesare Bocci, ambasciatore dell’Organizzazione, protagonista di un video molto emozionante, girato in un teatro deserto, in cui ripercorre con intensità i mesi della pandemia e le sue conseguenze sulla vita e sul futuro di tante bambine e bambini, in Italia e nel mondo.

I bambini non sono stati colpiti direttamente dalla pandemia, ma sulle loro vite e sul loro futuro si sono abbattuti e si stanno continuando ad abbattere gli effetti indiretti più gravi dell’emergenza Covid. Perché se la pandemia ha interessato indistintamente quasi tutti i Paesi al mondo, allo stesso tempo il Covid si è imposto come un micidiale acceleratore di diseguaglianze. E così nelle periferie delle nostre città in Italia, così come negli angoli più remoti del pianeta, i bambini e le bambine che vivono nelle famiglie e nei contesti più fragili sono diventati ancora più vulnerabili – afferma Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children -. Siamo intervenuti sin dai primi momenti della crisi e abbiamo messo in campo un piano di interventi massiccio, in Italia e in altri 87 Paesi al mondo, grazie al quale solo nei primi due mesi siamo riusciti a raggiungere più di 9 milioni di persone, di cui 4,3 milioni di bambini. Con un unico obiettivo: proteggere i bambini, a qualunque costo. Ma c’è ancora tanto da fare per alleviare le ferite causate dall’emergenza Covid. Proteggere i bambini ora significa proteggere una generazione che rischia di perdersi, una generazione che è il nostro futuro”.

L’impatto dell’aumento della povertà, in Italia e nel mondo

In Italia, emerge dal nuovo rapporto dell’Organizzazione, alla luce dell’impatto socio-economico del Coronavirus, la povertà assoluta minorile rischia di aumentare considerevolmente, andando ad ingrossare le fila dei 1.137.000 bambini (l’11,4% del totale) che già oggi sono privati dell’indispensabile per condurre una vita dignitosa. “Il confinamento imposto nei mesi scorsi ha mostrato il lato più duro dell’impatto socio-economico della crisi sanitaria, impatto che rischia di protrarsi sul lungo termine senza adeguate politiche di resilienza”, si afferma. In base a una ricerca condotta dall’organizzazione nel mese di aprile, più di 4 famiglie su 10 (46,7%) con bambini tra gli 8 e i 17 anni, nel nostro Paese, hanno visto ridursi le risorse economiche a causa del Covid, il 44,7% ha dovuto tagliare le spese alimentari, una su tre (32,7%) ha dovuto rimandare il pagamento delle bollette (37.1% al Sud, e 43.8% nelle Isole) e una su quattro (26,3%) anche quello dell’affitto o del mutuo.

Volgendo lo sguardo al resto del mondo, già prima dell’esplosione della pandemia 586 milioni di bambini vivevano in famiglie in situazione di povertà: un numero che per effetto della crisi dovuta al Covid potrebbe aumentare di 150 milioni entro la fine dell’anno in corso, portando così a oltre 700 milioni i minori in povertà, vale a dire circa 1 su 3 al mondo. E solo nell’Africa subsahariana, rileva il rapporto, tra i 22 e i 33 milioni di bambini in più potrebbero essere spinti verso la povertà estrema.

Fame, insicurezza alimentare e impossibilità di accedere alle cure mediche che potrebbero spingere 6,7 milioni di bambini sotto i cinque anni in più nella morsa letale della malnutrizione acuta, con più della metà dei casi (57,6%) concentrati in Asia e 1 bambino su 5 (21,8%) in Africa subsahariana. “In Bangladesh, ad esempio, il reddito delle famiglie è diminuito di oltre il 70% dall’inizio della pandemia, mentre in Africa 426 bambini al giorno, 1 ogni 4 minuti, rischiano di morire di fame entro la fine del 2020”, sottolinea Save the Children.

In quattro Paesi dell’Africa occidentale – Mauritania, Niger, Nigeria e Ciad – circa 4,8 milioni di bambini sotto i 15 anni, sottolinea inoltre l’Organizzazione, hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente per poter sopravvivere e continuare ad andare a scuola, facendo segnare un incremento del 60% rispetto ai livelli pre-pandemia. “Nella regione, infatti, l’accesso a cibo sano e nutriente sta diventando sempre più difficile, con la Mauritania che fa registrare un aumento allarmante del 460% del fabbisogno alimentare per sostenere la popolazione, il che vuol dire che la quantità di sostegno di cui ha bisogno una famiglia per le proprie esigenze primarie è più che quadriplicata. E anche il Niger e il Ciad si trovano in uno stato critico, con un aumento rispettivamente del 201% e del 155% del fabbisogno alimentare”.

A causa della riduzione di servizi sanitari essenziali e di routine, con 80 milioni di bambini sotto l’anno di età in almeno 68 Paesi che potrebbero non avere più accesso a vaccini salva-vita, le morti infantili, nel mondo, potrebbero aumentare del 45%: una percentuale enorme se si considera che solo nel 2019 5,2 milioni sotto i cinque anni hanno perso la vita per cause facilmente curabili e prevenibili, come la malaria, la diarrea o la polmonite.

“Ora più che mai è necessario uno sforzo straordinario e coordinato da parte della comunità internazionale e dei governi per difendere un’intera generazione di bambini e tutelare così anche il futuro del nostro pianeta. Servono azioni urgenti e concrete per contribuire in modo decisivo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ed evitare che la pandemia possa mettere a repentaglio i risultati raggiunti, a partire dalla riduzione, e in prospettiva cancellazione, del debito che rischia di soffocare i Paesi più poveri – afferma ancora Daniela Fatarella -. Ề fondamentale che i governi e la comunità internazionale aumentino gli investimenti e il sostegno in favore dei sistemi sanitari, per garantire l’accesso alle cure mediche e alla nutrizione, soprattutto per i bambini e le famiglie più vulnerabili. Allo stesso modo bisogna agire con determinazione per rafforzare i programmi di protezione sociale dei bambini e far sì che ognuno di loro, in tutto il mondo, possa accedere al cibo sano e nutriente e finalmente tornare a scuola e riprendere l’apprendimento interrotto a causa della pandemia. Per questo è fondamentale mettere in campo un Piano di azione globale”.

 

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