Il testo riporta il dibattito svolto, durato dieci anni, per la riforma degli enti locali che ha permesso di raggiungere risultati significativi e di fissare preziosi punti fermi. Si inizia con il 1977 con gli accordi programmatici di governo e i decreti attuativi della 382. Nel 1978 si prevedono provvedimenti di finanza locale nonostante l’ondata terroristica. L’anno successivo si organizza un piano triennale e l’impegno meridionalistico. Nel 1980 si comprende come le riforme istituzionali costituiscano sostanzialmente un nodo politico. Negli anni successivi si concepisce una politica meridionalistica più cosciente e più incisiva e si cerca di costruire lo Stato democratico nelle coscienze e nelle comunità e dieci anni dopo quelle grandi promesse si debbono accusare preoccupazioni e riserve in merito al ruolo e al peso effettivo delle autonomie locali, Province e Comuni perché al riconoscimento e all’affidamento di nuove funzioni previste dal DPR 616 non è seguita una concreta opportuna strategia in fatto di norme e di risorse che ponesse questi enti in condizioni di assolvere in maniera adeguata ai nuovi compiti.
