La trentesima edizione del Rapporto annuale del Censis, ritrae un Paese afflosciato, con una grande paura di impoverirsi, nel quale tutti protestano su tutto, e che cede spesso alla fatalità con cui la comunicazione di massa vorrebbe interpretarlo o consolarlo. Una delle ragioni di questo stato di cose è da ricondurre alla fragilità che è andata progressivamente minando la rete dei soggetti intermedi, troppo molecolari e decostituiti, in questa fase evolutiva, per poter fungere da scheletro idoneo e sorreggere le recenti dinamiche collettive.
La seconda parte del Rapporto, La società italiana nel 1996, propone una lettura dei principali processi in atto: la nuova dinamica inflativa, le aspettative declinanti del consumo, la remunerazione della casa, il sommerso di lavoro, l’emergente voglia di mutualità e il rafforzamento delle autonomie funzionali sul territorio.
Nella terza parte del Rapporto, Settori e soggetti del sociale, e nella quarta, Mezzi e processi, viene svolta un’analisi settoriale della realtà italiana nei comparti di consolidato interesse del Censis: la Formazione, il Lavoro, il Welfare, il Territorio e le reti, i soggetti economici dello sviluppo, il Governo pubblico, la Comunicazione e la Cultura.
