L’infanzia rappresenta un delicato terreno evolutivo intimamente legato alla tipologia della successiva personalità adulta. Ricercatori di diversa impostazione scientifica e culturale hanno costantemente ribadito tale assunto, inscindibile legame che la recente letteratura ha confermato, consolidandone sistematicamente l’attendibilità.
Dai primi scritti di Freud sullo sviluppo psicosessuale ai più recenti studi, l’importanza che le prime relazioni oggettuali rivestono per il bambino, non ha sollevato dubbi o controversie. Il periodo tra la nascita e i 5-6 anni rappresenta un terreno evolutivo di notevole importanza. Di fatto, l’interazione tra le caratteristiche della personalità e del temperamento del bambino e quelle delle figure dei genitori, influenza profondamente il tragitto evolutivo del primo, orientando la sua personalità verso la “normalità” oppure verso assetti problematici o psicopatologici. In questo percorso emergono tre principali protagonisti: la personalità del bambino, quella materna e successivamente quella paterna. Questa triade organizzerà una rete relazionale e comunicativa che tenderà a inserire nella struttura più fragile e indifesa (quella infantile) una serie di “tracce esperienziali” che, agevolando o ostacolando il suo armonioso sviluppo, determineranno ampiamente la fisionomia della personalità del bambino.
