Educazione all’acqua come educazione alla cittadinanza attiva. Questo il tema emerso da un corso di formazione on line per insegnanti, educatori e operatori del mondo scolastico e non, che ha dato vita al libro L’acqua come cittadinanza attiva.
Un punto di partenza, un modo per riflettere sull’importanza dell’acqua come bisogno e non semplicemente come diritto, per affermare con forza la sua indispensabilità, per capire una volta per tutte che non c’è forma di vita senz’acqua: oggi almeno un miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all’acqua, e altrettante non possono godere di un adeguato sistema sanitario. In questo senso l’acqua come bene comune diventa un’occasione preziosa per rivalutare e magari riorientare i modi in cui si fa educazione, in un momento in cui “stiamo perdendo il rispetto e persino la confidenza con l’acqua”; una pedagogia che sia avveduta e che investa ogni sfera dell’umanità, dalla scuola alla politica, dal campo scientifico alla società stessa, utile a costruire “rapporti di democrazia tra i tanti e diversi Nord e Sud del mondo”. Questo il filo conduttore del volume, ripartito in tre sezioni: Acqua bene comune dell’umanità; Acqua e partecipazione: i luoghi della democrazia sociale; L’acqua come educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, che vuol essere un utile strumento di lavoro per tutti.
