Alcuni studenti del Liceo classico C. Beccaria di Milano e una professoressa di Filosofia e Storia della stessa scuola sono gli autori di questo volume.
Giorno della memoria, 27 Gennaio 2002: gli studenti affollano l’Aula Magna del Liceo Classico C. Beccaria di Milano e ascoltano le relazioni degli oratori.
Alcuni liceali vengono a sapere, per la prima volta, che mezzo milione di zingari è morto nelle camere a gas: uno sterminio dimenticato, insieme a quello degli omosessuali e dei Testimoni di Geova.
Perché gli zingari nei lager? E al di là dei luoghi comuni, chi sono esattamente gli zingari?
Viene organizzata una serie di incontri e dal materiale raccolto nei seminari nasce l’idea di questo libro, i cui autori sono quattro studenti del suddetto liceo. Supportato dalla “curiosità”, dalle conoscenze progressivamente acquisite e dalla conseguente indignazione morale degli studenti, il libro vuole assolvere nel contempo al dovere dell’informazione e della denuncia.
Ai margini del mondo, pur essendo ovunque: le popolazioni dei rom e dei sinti da sempre perseguitate, emarginante, prive di diritti sono il soggetto di questo libro.
Dalla conoscenza all’etica della responsabilità, alla pratica dei diritti per il popolo maltrattato: con ciò i percorsi della Fondazione Roberto Franceschi e dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia si sono incrociati, stringendo un sodalizio il cui centro riguarda la cittadinanza, il riconoscimento dei diritti universali e la denuncia delle pesanti responsabilità storiche che l’Europa, e non solo, ha verso il popolo dei Roma.
